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lunedí 14 settembre 2009, ore 06:40
Firmato un protocollo di intesa
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Il patrimonio del Fondo Edifici di Culto parte del circuito del turismo
Mauro Lovecchio

Un protocollo d'intesa è stato sottoscritto al Viminale tra il Capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, Mario Morcone, il presidente di Confcultura, Patrizia Asproni, e il rappresentante di Federturismo Confindustria, Antonio Colombo, per inserire nei circuiti turistici nazionali delle associazioni firmatarie il patrimonio del F.E.C. Federturismo Confindustria e Confcultura coadiuveranno, sulla scorta del protocollo firmato, il Dipartimento nella definizione di progetti pilota finalizzati ad individuare le potenzialità turistico culturali del patrimonio, assicurando assistenza e supporto logistico-operativo nelle iniziative che di volta in volta verranno concordate.
Il Fondo Edifici di Culto (F.E.C.), istituito dalla legge 20 maggio 1985, n. 222, attuativa dell'Accordo del 1984 tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, ha come finalità la conservazione, la manutenzione e la tutela del proprio patrimonio, costituito principalmente da edifici di culto di grandissimo pregio storico, artistico, religioso e culturale, e dalle opere d'arte ivi custodite.
Il F.E.C. ha quale rappresentante giuridico il Ministro dell'Interno, ed è amministrato per mezzo del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione-Direzione Centrale per l'Amministrazione del Fondo Edifici di Culto.
Nel patrimonio del F.E.C. sono oltre 700 le chiese di grande interesse architettonico, distribuite sul territorio nazionale, fra queste la Basilica di Santa Croce, S. Maria Novella e S. Marco a Firenze; S. Maria in Aracoeli, S. Maria del Popolo, S. Maria della Vittoria, S. Ignazio, S. Francesca Romana, S. Maria Sopra Minerva, S. Andrea della Valle, la Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio a Roma; l'Abbazia di Farfa a Fara Sabina; Santa Chiara con annesso Monastero, S. Domenico Maggiore e S. Gregorio Armeno a Napoli; la Chiesa del Gesù-Casa Professa e S. Maria dell'Ammiraglio o della Martorana a Palermo; S. Domenico, S. Maria dei Servi e la Chiesa del Corpus Domini a Bologna.
Insieme alle chiese, innumerevoli sono le opere d'arte di proprietà del Fondo di artisti quali Michelangelo, Guido Reni, Paolo Veneziano, Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini, Domenico Antonio Vaccaro, Cavalier d'Arpino, Tiziano, Bernardino Luini, Francesco Francia.
Il Fondo annovera nel suo patrimonio importanti aree museali. Tra queste le "Case romane" sottostanti la Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio a Roma: un sontuoso luogo archeologico consistente in una domus romana unica per la sua ricchezza e conservazione, il Museo dell'opera di S. Chiara e l'adiacente chiostro maiolicato nell'omonimo Monastero campano, e la Sala degli arredi sacri all'interno della Basilica di S. Domenico Maggiore a Napoli. Il Fondo è della Foresta di Tarvisio, un'estensione di circa 23.000 ettari all'interno della Provincia di Udine, confinante con la Slovenia e l'Austria. Un'area naturale incontaminata che si presenta ancora in tutta la sua integrità e particolarmente apprezzata per la presenza di rari esemplari di flora e fauna.



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