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Turismo: “Reintrodurre il ministero del Turismo, rifondare l’Enit”

Roberto Vicerè

Piano industriale per il turismo, nuova governance, promozione turistica, fiscalità e tassazione, tassa di soggiorno, capitali e investimenti, formazione, lavoro, digitalizzazione, impresa 4.0, security data protection, sostenibilità, management dei flussi turistici, mezzogiorno, accessibilità e mobilità turistica, Europa, concessioni e demanio. Sono le 17 proposte, articolate in 39 obiettivi e oltre 90 azioni specifiche per la crescita e la competitività dell’industria turistica, sulle quali si basa il documento “Turismo Italia – Strategie e proposte per la crescita” presentato venerdì scorso presso il Senato della Repubblica da Federturismo in partnership con Competere.

La scelta della sede istituzionale del Senato non è casuale. I contenuti del documento sono rivolti sopratutto alle forze politiche ed ai candidati in vista dell’appuntamento elettorale del 4 marzo. All’invito hanno risposto molti rappresentanti dei partiti: Loredana Capone – Partito Democratico, Gian Marco Centinaio – Lega Nord, Edoardo Colombo – 10 Volte Meglio, Mattia Fantinati – Movimento 5 Stelle, Carlo Fidanza – Fratelli d’Italia e Licia Ronzulli – Forza Italia; in rappresentanza del ministero Mibact era presente il Direttore Generale Turismo del MiBACT Francesco Palumbo oltre, naturalmente il il presidente di Federturismo Gianfranco Battisti.

Lo studio che è stato presentato, analizza in particolare il contributo del turismo all’economia italiana, che rappresenta più del 10% , equivalente ad oltre 180 miliardi di euro del PIL nazionale e di oltre 2 milioni e mezzo di occupati. Secondo i dati pubblicati da Eurostat, il 2017 si è appena concluso con un segno decisamente positivo per quanto riguarda il turismo nell’Unione Europea. Sono infatti 3,2 miliardi le notti trascorse presso strutture turistiche, in crescita del 5,1% rispetto al 2016. Nel primo semestre 2017 si registra una crescita della domanda, sia italiana che straniera, con un aumento del 4,6% di arrivi e del 6% di pernottamenti rispetto al primo semestre 2016. Anche la spesa dei turisti stranieri ha visto un aumento del 4,6 % e ammonta a 16,7 miliardi di euro, concentrandosi particolarmente al Sud, con un aumento del 18,3%, e al Centro, con un +6,1%. I risultati positivi hanno permesso all’Italia di rimanere agganciata alle tendenze internazionali e riaffermato la necessità di rafforzare questo comparto industriale per far sì che il suo potenziale possa esprimersi al meglio.

Per il presidente di Federturismo Confindustria Gianfranco Battisti: “ Il turismo è un settore economico fondamentale per l’Italia che negli ultimi anni ha vissuto un trend di forte crescita. Nel 2017, secondo le recenti rilevazioni di Eurostat, l’Italia  si è posizionata terza in Europa con 424 milioni di notti  trascorse presso le strutture turistiche superando con il 5,4% il dato complessivo europeo pari al 5,1%. L’incidenza sul PIL si attesta sul 10% con più di 160 miliardi di euro di contributo. A fronte di questi numeri tuttavia il turismo non è ancora considerato un vero settore industriale, come negli altri Paesi competitor, che in quanto tale richiede una struttura di Governo dedicata, sia essa un Ministero con competenza diretta dotato di portafoglio o una Direzione Generale del Ministero per lo Sviluppo Economico”. E’ assolutamente necessario semplificare e ridefinire il sistema di competenze tra  Stato e Regioni  per poter costituire una governance articolata si, ma con un coordinamento centrale in grado di fornire obiettivi precisi e monitorare i ritorni. Ha proseguito poi il presidente Battisti: “La promozione del nostro Paese, e la visione di un’Italia nuovamente competitiva nel mercato del turimo, richiede necessariamente un modello di promozione unitario del brand Italia e dei suoi prodotti turistici. Per questo è diventato imprescindibile rafforzare il ruolo strategico dell’ENIT per il quale chiediamo una vera riforma strutturale in grado di garantirne efficienza e coordinamento con il settore privato nelle scelte strategiche. E’ giunto infatti il momento di fare scelte innovative puntando sulla digitalizzazione dell’offerta turistica perché solo investendo nello sviluppo delle competenze e degli strumenti di marketing digitale si può mantenere alto il livello di competitività. Per un settore come il turismo, in competizione globale, è fondamentale la velocità di reazione da parte di tutti gli attori”.

Anche gli interventi dei rappresentanti dei partiti, non si sono distaccati molto dalla considerazione ricorrente: istituzione del ministero del turismo, revisione delle competenze delle regioni in materia di turismo, dare efficacia vera all’azione dell’Enit riorganizzarlo per renderlo il “braccio operativo” non convalescente ma sano e utile all’azione congiunta Stato-Regioni. Su questa posizione si sono ritrovati molti dei politici presenti. Da Gian Marco Centinaio della Lega a Carlo Fidanza di Fratelli d’Italia e da Mattia Fantinati del Movimento 5 Stelle la soluzione per attuare efficacemente le azioni strategiche del turismo, passa attraverso il ripristino del ministero del Turismo dotato di poteri gestionali assieme alla riforma radicale dell’Enit che vive un momento di “imbarazzo” nello spiegare quali azioni strategiche sta attualmente mettendo in atto per perseguire gli obiettivi.

Edoardo Colombo di 10 Volte Meglio, ha sottolineato l’esigenza di coinvolgere gli operatori del settore per la redazione ed attuazione dei piani per il turismo. Maurizio Gasparri di Forza Italia ha insistito sul rilancio del comparto del turismo nautico, uno dei punti del programma elettorale che prevede la realizzazione di 30 nuovi porti turistici.

Al di sopra delle parti, l’intervento dell’attuale direttore turismo del Mibact, Francesco Palumbo che ha enfatizzato la valenza del Piano Strategico della durata di 6 anni, rilasciato a fine 2017; ha sottolineato però la debolezza dell’attuale struttura di sole 27 persone dedicata ad organizzare l’attuazione del Piano: “C’è bisogno di una struttura solida, seria e ben organizzata che si occupi di turismo e che lo possa fare in cooperazione con tutti i soggetti istituzionali che ad oggi sono impegnati nel settore”. Per Palumbo un competitor come la Francia ha 900 persone dedicate alla gestione delle strategie per il turismo (se consideriamo il personale delle regioni che si occupa di turismo forse superiamo la Francia ma loro, probabilmente, sono meglio strutturati, ndr) Prosegue poi: “Per quanto riguarda la scelta di tenerla all’interno dei beni culturali è una scelta precisa che trova una sua ratio nel fatto che l’Italia si distingue nel mondo come nell’Europa nell’essere una destinazione legata alla storia e alla cultura”. Per Francesco Palumbo c’è stato un incremento del 4,2% di arrivi, un aumento del 5,7% di presenze, ma soprattutto un + 6,8% della spesa media. “Questo dato è fondamentale – vuol dire che siamo in grado di attrarre turisti che hanno maggiore capacità di spesa”. Altro obiettivo per il direttore, riguarda la competitività: “una cosa che chiedo da tecnico alla politica è che la misura del tax credit venga rifinanziata in maniera costante, perché le imprese chiedono il doppio delle risorse. Questo è fondamentale per accontentare le imprese e rimanere attivi nella competitività" dice Palumbo.