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Presentata a Milano la mostra che riunisce l’Assunta di Bernardo Daddi

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Milano e Prato “legati da una Cintola”

Sara Riboldi

Milano e Prato “legati da una Cintola”. È stata presentata al museo Poldi Pezzoli di Milano la mostra ‘Legati da una cintola – L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città’, che sarà visitabile al Museo di Palazzo Pretorio di Prato, negli spazi espositivi recuperati dall’ex Monte dei Pegni, dal 7 settembre di quest’anno fino al 14 gennaio 2018. Il progetto della mostra è a cura di Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli, mentre l’evento è promosso dal Comune di Prato e dal Museo di Palazzo Pretorio, con la collaborazione della Diocesi di Prato. Alla mostra sarà visitabile anche la pala di Bernardo Daddi – uno fra i maggiori esponenti della scuola giottesca – commissionata nel 1337 – 1338 e le cui parti sono state riunite per l’occasione. Il museo Poldi Pezzoli conserva ben due dipinti del Daddi, cronologicamente vicini alla pala eseguita per Prato. La prima a essere pervenuta nelle collezioni del museo milanese è la Croce esposta nella sala dei Trecenteschi, databile verso il 1335 – 1340. Nella sala Visconti è invece esposto il Trittico, donato al museo da Margherita Visconti Venosta Pallavicino Mossi nel 1973. Questo è il principale ponte di collegamento tra Prato e il museo Poldi Pezzoli, senza dimenticare che i due musei sono legati da ottimi rapporti. Motivi per i quali la mostra è stata presentata nella suggestiva cornice del museo milanese, alla presenza della direttrice del Museo Poldi Pezzoli, Annalisa Zani; del sindaco di Prato, Matteo Biffoni; dell’assesore alle Politiche culturali di Prato, Simone Mangani; della curatrice della mostra, Cristina Gnomi Maravelli; di Rita Jacopino e di Claudio Cerretelli (membri del comitato scientifico). L’origine del culto della Sacra Cintola affonda le sue radici nel XII secolo. La leggenda si basa su un testo apocrifo del V – VI secolo: la cintura della Vergine sarebbe stata consegnata a san Tommaso dalla Madonna al momento dell’Assunzione e poi portata a Prato verso al 1.141 dal mercante pratese Michele. La cintola è una sottile striscia di lana di color verdolino, lunga 87 centimetri e broccata in filo d’oro con ai capi due cordicelle per legarla. La reliquia è oggi conservata nella cappella del Gaddi, all’interno del Duomo, esposta al pubblico 5 volte durante l’anno. In occasione della mostra, il prezioso simbolo religioso, civile e artistico di Prato sarà visionabile. Proprio dalla cintura della Vergine ha avvio la mostra. Nel percorso espositivo, si potrà ammirare – come detto – la pala di Bernardo Daddi. Originariamente questa comprendeva una doppia predella con la storia del viaggio della cintola e del suo approdo a Prato (questa custodita dal museo) e la parallela migrazione del corpo di Santo Stefano da Gerusalemme a Roma, perché si riunisse a quello di San Lorenzo (custodita nei Musei Vaticani) e una terminazione con la Madonna assunta che cede la Cintola a San Tommaso (conservata al Metropolitan Museum di New York). Una mostra, insomma, che – come riferisce la dottoressa Zanni – si preannuncia “importante ed epocale”.