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COME ARRIVARE

A Martina Franca
In aereo
Arrivare negli Aeroporti di Bari o Brindisi e poi proseguire in treno per Martina Franca (arrivare dall'aereoporto di Bari alla stazione ferroviaria richiede circa 30 minuti di bus).

In auto
Da Bari: imboccare la S16, proseguire per 53 Km, direzione EST verso Monopoli; imboccare la S172, proseguire per 18 Km direzione SUD verso Martina Franca.
Da Brindisi: imboccare la S16, proseguire per 3 Km, direzione NORD verso Ostuni; svoltare a destra sulla S379, proseguire per 55 Km in direzione NORD; svoltare a sinistra sulla S16, proseguire per 1 Km, direzione SUD verso Brindisi; imboccare la S172, proseguire per 18 Km, direzione SUD verso Martina Franca.
Da Taranto: imboccare la S172, proseguire per 26 Km in direzione NORD-OVEST.

In treno
Fino alla Stazione di Bari Centrale e proseguire con Ferrovie Sud Est; oppure fino alla Stazione di Taranto e proseguire con taxi, pullman o Ferrovie Sud Est.

In pullman
Autolinee Marozzi Partenza Corso Italia Collegamenti: Bari-Roma-Firenze-Pisa.

A Locorotondo
In aereo
Aeroporto Bari-Palese, km 75 circa
Brindisi-Casale, km 55 circa.

In auto
Con l'auto da Bari: prendendo la S.S. 16 (litoranea) con uscita a Fasano imboccando la 172 Dir.;
prendendo la S.S. 100 con uscita a Turi per poi immettersi sulla S.S. 172 (Statale dei trulli);Da Taranto:percorrendo la statale 172 Dir.;
Da Lecce-Brindisi percorrendo la S.S. 379 con uscita Fasano, quindi immettersi nella 172 Dir.

In treno
Da Bari, tramite le Ferrovie dello Stato (F.S.) fino alla stazione di Fasano (Fasano Scalo) dalla quale si procede con il pullman per 13 km circa;
sempre da Bari, anche tramite la Ferrovia Sud-Est (F.S.E.) fino alla stazione di Locorotondo;
da Taranto tramite la Ferrovia Sud-Est (F.S.E.) fino alla stazione di Locorotondo;
da Lecce-Brindisi tramite le Ferrovie dello Stato (F.S.) fino alla stazione di Fasano (Fasano Scalo) dalla quale si procede con il pullman per 13 km circa.

In nave
Porto di Bari, Km 70 circa;
porto di Brindisi, Km 60 circa

A Cisternino
In aereo
Si può raggiungere Cisternino facendo scalo a Brindisi o a Bari.

In auto
Dalla A14 uscita Bari Nord proseguire per Brindisi-Lecce lungo la superstrada S.S.16 fino all'uscita per Cisternino (dopo 40 km).

In treno
Si raggiunge Cisternino lungo la direttrice adriatica (Milano, Bologna, Pescara) o attraverso la Roma-Caserta. Una volta giunti a Fasano è possibile utilizzare gli autobus che portano fino a Cisternino.

DOVE DORMIRE

A Martina Franca
Park Hotel San Michele

Viale Domenico Carella, 9
Martina Franca (Ta)
Tel. (+39) 080 4807053

Villaggio In
Villaggio Turistico
Via Arco Grassi, 8
Martina Franca (Ta)
Tel. (+39) 080 4805911

A Cisternino
Hotel Lo Smeraldo
C.da Peppe Sole, 7 Località Monti
Cisternino (Br)
Tel. (+39) 080 4448044 - (+39) 080 4448709

Agriturismo Il Portico
C.da Lama Pellegrino, 27
Cisternino (Br)
Tel. (+39) 080 4449653

A Locorotondo
Hotel Il Palmento
C.da Cupa, 161
Locorotondo (Ba)
Tel./fax 080 4383404 tel./fax 080 4383397
info@ilpalmento.com

Sotto Le Cummerse
Albergo Diffuso
Via Vittorio Veneto, 138
Locorotondo (Ba)
Tel. (+39) 080 4313298/5292 fax (+39) 0808490490
info@sottolecummerse.it

DOVE MANGIARE

A Martina Franca
Ristorante Trattoria “La Tana”
Via Mascagni, 2-4-6 (facciata destra del Palazzo Ducale)
Tel. (+39) 080 4805320
Martina Franca (Ta)
info@ristorantelatana.it

Pizzeria Trattoria Due Agnelli
Piazza Plebiscito, 9
Martina Franca (Ta)
Tel. (+39) 080 4302827

A Cisternino
La Bella Italia
Via Duca D'Aosta, 29
Cisternino (Br)
Tel. (+39) 080 4449036

Da Soleti
Braceria, Fornello pronto
Via Brindisi, 127 Casalini di Cisternino, Cisternino (Br)
Tel. (+39) 080 4447366

A Locorotondo
Bina
Via dottor Recchia, 44-50
Locorotondo (Ba)
Tel. (+39) 080 4311784

La Braceria
Via Cesare Battisti, 28
Locorotondo (Ba)
Tel. (+39) 080 4317282

ENOGASTRONOMIA

Il Capocollo Chepecudde: prosciutto crudo insaccato (coppa) e affumicato con corteccia di fragno.
Il salame, la sazizza, di forma cilindrica del diametro di circa 3/4 centimetri e della lunghezza che può variare dai 20 ai 30 centimetri prodotto con carni selezionate di spalla, coscia e pancetta.

ARTIGIANATO

Il ferro battuto


giovedì 5 agosto 2010
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Martina Franca, Cisternino, Locorotondo

A spasso nei luoghi del Festival dei Sensi


Maria Teresa Acquaviva

La Valle d’Itria
Lo splendido scenario naturalistico e storico della Valle d’Itria ben si presta con la sua ricchezza di siti architettonici di rilevanza artistica ad accogliere una delle manifestazioni più interessanti dell’estate locale. Ben si presentano le masserie tutte accuratamente scelte con diverse caratteristiche come luoghi del Festival, e tutte accomunate dalla tradizionale suddivisione tra area padronale, in genere organizzata intorno a un palazzotto, talvolta impreziosito da decori artistici in linea con quelli urbani, e dall’area dei servizi, dove i trulli assumono forme e valenze diverse, stalle, iazzi, neviere, casolari e pagliai. Alcune in posizione panoramica sulla Valle, come Parco del Vaglio, presentano la facciata abbellita dal tipico rosso pompeiano. Ma la Valle è anche il luogo delle Contrade, luoghi residenziali ora, un tempo antichi villaggi il cui nucleo più arcaico di solito si presenta a “trulli”, con lo spiazzo circolare che fungeva da piazza e da aia, una circolarità simbolo anche del vivere insieme nella buona e cattiva sorte. Si avrà occasione di visitarne alcune durante il Festival accompagnati “a passo lento” sulle vie dell’acqua, ossia i sentieri dell’acquedotto grazie ai quali alcuni spazi del paesaggio in questione sono rimasti intatti. Querce secolari e macchia mediterranea, erbe aromatiche, trulli di varie forme, vigneti e uliveti, tutti ordinati dalle geometrie dei muretti a secco sono i segni lasciati da quel popolo di contadini laboriosi che Tommaso Fiore definì formiche di Puglia.

Martina Franca
Sarà l’elegante centro storico di Martina Franca a prestare lo splendido scenario architettonico di piazza Maria Immacolata per l’inaugurazione del Festival. Nella piazza infatti sarà allestita Lucìa, il primo prototipo di cassa armonica moderna, sul cui palco si esibirà l’Orchestra della Magna Grecia, cui farà da sfondo, come quinta teatrale, l’esedra porticata che delimita la piazza. Sullo stesso palco il 22 agosto il Festival si congederà dai partecipanti con l’esibizione della Fanfara della Polizia di Stato. Adiacente è piazza Plebiscito fulcro, un tempo, della vita civile e sacra della città, con la presenza del Palazzo Università, l’antico Municipio, e della Basilica, un tempo Collegiata, di san Martino, il patrono celebrato in atto caritatevole nel gruppo scultoreo che campeggia sull’alta facciata barocca della chiesa. Di fianco alla Torre Civica, che affaccia sulla stessa piazza, si percorre la strettola da cui si raggiunge la Confraternita dei Nobili, il cui Oratorio è esaltato dalle raffinate decorazioni rocaille delle tempere, incorniciate da stucchi dorati, degli arredi lignei a intarsi, e delle maioliche napoletane del pavimento. Usciti dall’Oratorio se si prosegue per via Arco Casavola per arrivare alla chiesa di san Domenico in via Principe Umberto, lungo il percorso Martina Franca mostra uno dei volti più raffinati del centro storico, con le bugne, le balaustre, i doccioni a maschera, le conchiglie e i fiori dei palazzi signorili, tutto scolpito sulla poco malleabile pietra calcarea locale che, tuttavia, si fece plasmare dagli scalpellini. La facciata della chiesa di san Domenico è uno splendido esempio di tale virtuosismo scultoreo. Nell’attiguo chiostro domenicale sono ancora ammirabili le ogive degli archi a rammentare ai visitatori le antiche origine medievali di Martina Franca, che proprio quest’anno festeggia i settecento anni di fondazione. Tornando in piazza Maria Immacolata a destra si può percorrere la via Cavour, con i suoi tanti Palazzi gentilizi, mentre proseguendo per via Vittorio Emanuele si giunge in piazza Roma, il salotto urbano esaltato dal monumentale Palazzo Ducale, con le sue linee architettoniche tardo rinascimentali. All’interno è visitabile il Piano Nobile con le sale dipinte a tempera da Domenico Carella. Nei dipinti il pittore ben espresse il clima culturale dell’elite martinese settecentesca. Le sale ospitano fino al 31 agosto prossimo una Mostra d’Arte contemporanea.

Locorotondo
Se per ammirare la nobile architettura di Martina Franca bisogna addentrarsi nel centro storico, attraversando la Valle d’Itria subito s’intuisce la bellezza del borgo antico di Locorotondo, che appare in lontananza e domina il paesaggio su un poggio. Un profilo circolare di case compatte dai tetti particolarmente aguzzi, le cummerse, che ridisegnano quella che doveva essere la vecchia cinta muraria difensiva. Si elevano su tutte il campanile e la cupola della chiesa madre dedicata a san Giorgio. Ai piedi del colle e raggiungibile da scalinate in pietra, che partono dal centro storico di Locorotondo, sorge la caratteristica chiesa di sant’Anna, forse eretta nella sua parte più antica tra il XVII e il XVIII secolo. La tipica struttura semplice delle chiese rurali è abbellita sulla chiesa dal portale lunettato e dal sagrato delimitato da un muretto, mentre il motivo diffuso del tetto a cummersa qui si manifesta con la variante delle falde rialzate. Il sito nel tempo si arricchì di altri locali destinati a sanatorio e poi anche ad abitazioni.

Cisternino
Altro splendido luogo del Festival con vista pittoresca sulla Valle sarà senza dubbio la Torre normanno-sveva o Civica di Cisternino. La costruzione, che ha subito nei secoli modifiche, era parte essenziale nel sistema difensivo medievale della città, di cui oggi ci rimangono soprattutto i toponimi a farne identificare i siti. Si è qui in uno “dei borghi più belli d’Italia” dove la caratteristica “architettura spontanea” si esprime nelle sue forme più tipiche, con l’intreccio di viuzze e vicoli ciechi, scalinate esterne alle case e terrazzini pensili, tanti. Tutto rigorosamente imbiancato dal latte di calce, come del resto a Locorotondo. “Fuori le mura” sorge il cimitero vecchio di Cisternino cinto da alte mura con all’interno la chiesa di santa Maria di Costantinopoli, del XVII secolo, dove di pregio è l’altare maggiore in pietra locale.



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