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lunedì 6 settembre 2010
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Progetto sulla conservazione degli affreschi delle chiese rupestri

A Gravina di Puglia esperti giapponesi e dell’Opificio

Mauro Lovecchio
Il governo giapponese ha finanziato un progetto di ricerca dell'Università di Kanazawa per la ricerca diagnostica e di documentazione sulla tecnica esecutiva e sullo stato di conservazione delle pitture murali del sud Italia, con particolare riguardo al periodo bizantino e altomedievale.
Il progetto è stato condiviso dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze già da anni in rapporto con l'Università giapponese.
Il progetto di ricerca, i cui risultati confluiranno in un archivio digitale, è finalizzato ad acquisire una maggiore conoscenza sul fenomeno degli insediamenti rupestri in regioni quali la Calabria, la Basilicata e la Puglia.
Un primo sopralluogo nel territorio murgiano è stato effettuato dal direttore del centro di ricerca sulle pitture murali italiane presso l’Università di Kanazawa, Takaharu Miyashita, dalla direttrice del settore restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Cecilia Frosinini, e da Alessio Monciatti dell’Università del Molise.
Sono previste indagini non invasive o di imaging finalizzate alla conoscenza delle tecnica artistica e alla mappatura delle superfici dipinte e di natura chimica volte alla conoscenza delle stratigrafie e dei materiali di sintesi chimica prodotti dal processo tecnico della carbonatazione o dalle cause di degrado.
Per la realizzazione del progetto l'Opificio delle Pietre Dure metterà a disposizione i propri settori tecnici e scientifici, mentre l'Università di Kanazawa, che ha costituito un Centro di Ricerca sulla Pittura Murale Italiana, unico in tutto l'Oriente, coordinerà la gestione economica e il coinvolgimento delle alte tecnologie giapponesi.
L'Università di Kanazawa, parteciperà all'intervento diagnostico collaborando all'analisi chimica dell'intonaco e alla documentazione degli spazio architettonici e delle superfici delle pareti dipinte con tecnologia laser scanner.
Lo studio richiederà circa quattro anni di lavori ed è stato finanziato con 300 milioni di Yen, distribuiti in più tranche. Il finanziamento per l’anno 2010/2011 ammonta a 83.000.000 di Yen.


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