La mostra “L’Ermitage a Padova. Omaggio a Rembrandt” è un’occasione unica per ammirare 2 capolavori del maestro olandese: il Ritratto di vecchia e Ritratto di vecchio ebreo, opere provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo. Come nasce questa collaborazione con il prestigioso Museo russo? La collaborazione è nata circa un anno fa, nella ambito di una
politica di scambio che l’
Ermitage, tramite il suo braccio operativo Ermitage Italia, promuove stabilendo rapporti con prestigiosi musei italiani. Da tale rapporto di collaborazione ne è scaturito lo scambio di opere: Padova ha concesso all’
Ermitage la straordinaria tavola di
Giotto con l’
Eterno Padre all’interno di una mostra dedicata ai maestri italiani e l’Ermitage il
Ritratto di vecchia e
Ritratto di vecchio ebreo. Si tratta di tronie, ovvero le “teste di carattere”; ritratti dal vero, spesso raffiguranti il padre, ma completate con espressioni insolite e arricchimenti di fantasia: vesti orientali, barbe lunghe, copricapi. Attorno a queste due opere è stata costruita la mostra “L’Ermitage a Padova. Omaggio a Rembrandt” che per la prima volta vede esposte anche una quarantina di stampe, fogli originali e copie, attinte dalle ricche collezioni patavine: quelle civiche (
Museo d’Arte e
Museo Bottacin) e quella del marchese
Federico Manfredini conservata presso la
Biblioteca del
Seminario Vescovile. Un’occasione per ammirare capolavori indiscussi dell’arte incisoria di Rembrandt come il foglio con
Cristo che risana gli infermi, meglio noto come
Stampa dei cento fiorini o il
Ritratto di Jan Six.
Tale collaborazione è circoscritta alla mostra che si tiene presso i Musei Civici agli Eremitani oppure è l’inizio di una proficua collaborazione? La collaborazione, che permette di far conoscere i reciproci patrimoni, nelle intenzioni è il primo passo di una più proficua attività. Vorremmo ampliarla, contemplando anche gli aspetti scientifici e quelli di restauro, considerato il fatto che Padova è la città con più affreschi in Italia e quindi considerata la capitale dell’affresco e in Russia vi è Novgorod, ex capitale russa, anch’essa capitale dell’affresco e della pittura sacra.
Dal canto suo Padova ha concesso invece al museo russo la straordinaria tavola di Giotto con l’Eterno Padre, proveniente dalla Cappella degli Scrovegni. Anche in questo caso, occasione unica o ripetibile, con altre opere? La Russia mai prima d’ora aveva esibito opere del maestro toscano, quindi è stata una occasione unica e una opportunità straordinaria. Mi auguro che non sia l’unica, ma ciò dipenderà molto anche dalla situazione economica generale, non solo italiana, ma europea, anzi, mondiale, visto che operazioni del genere sono molto costose, soprattutto per ciò che riguarda il discorso assicurativo delle opere.