L’associazione La Ragione del Restauro esprime vivissima preoccupazione e disappunto per il rallentamento dell'iter parlamentare di approvazione del disegno di legge per la modifica del Codice dei beni culturali e del paesaggio, nella parte in cui prevede l'acquisizione delle qualifiche professionali, attualmente in discussione presso la Commissione cultura e istruzione pubblica del Senato (1).
Nonostante l'iniziale convergenza di tutte le forze politiche su un testo unificato per la riforma della disciplina transitoria prevista dall'articolo 182 del Codice, per cui la Commissione aveva convenuto “all'unanimità di rinunciare a presentare emendamenti al testo unificato pubblicato nella seduta del 28.2.2012, e di richiedere senza indugio su di esso il parere delle Commissioni consultate” (2),
qualcosa è improvvisamente cambiato (3).
Del tutto inaspettatamente, nel corso della seduta del 27 marzo scorso, uno dei due relatori (sen. Asciutti - PdL) ha chiesto “di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti al testo unificato adottato nella seduta del 28 febbraio scorso”.
Sono stati dunque presentati ben 35 emendamenti, molti dei quali miranti a rimettere in discussione i punti fondamentali del testo su cui tanto faticosamente era stato raggiunto l'accordo. Non si conosce la ragione per la quale i senatori De Eccher e Bevilacqua (PdL) e Pittoni (LNP) abbiano avuto un ripensamento.
Si rischia dunque di affossare una riforma e il conseguente criterio guida indicato nella Risoluzione della stessa Commissione Cultura del 29.9.2010, con cui s’impegnava il Governo “a rivedere con urgenza, entro e non oltre il termine della nuova scadenza del bando, la disciplina dei requisiti prevista dall'articolo 182 del Codice dei beni culturali, assicurando il giusto riconoscimento dell'esperienza professionale acquisita dagli operatori in questi anni”.
Poiché alcuni emendamenti vanno in senso esattamente contrario, annullando di fatto gli ultimi 8 anni di attività professionale legittimamente svolta dagli operatori, impedendo quindi il riconoscimento dei percorsi formativi e la salvaguardia di migliaia di imprese che operano nel settore e che rischiano di essere tagliate fuori dal mercato, l’associazione La Ragione del Restauro rimane incredula di fronte a un simile atteggiamento.
In un periodo particolarmente difficile per il Paese qual è quello in corso, l’Associazione chiede secondo quale logica e con quale fine si tenta con ogni mezzo di procrastinare la soluzione di una vicenda ormai annosa, che si ripercuote sulle aspettative di vita e professionali di migliaia di operatori, sinora legittimati a operare in virtù di affidamenti, autorizzazioni e certificazioni di buon esito degli interventi svolti rilasciati dal Ministero per i beni e le attività culturali.
La Ragione del Restauro sottolinea l’assoluta necessità di arrivare in tempi brevissimi a una soluzione positiva, augurandosi che il buon senso prevalga su logiche particolaristiche a vantaggio di posizioni di privilegio che nulla hanno a che vedere con la salvaguardia del nostro bisognoso Patrimonio Artistico e Culturale.
La Ragione del Restauro
Il presidente Andrea Cipriani
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1) Legislatura 16º - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 350 del 01/02/2012
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2) Legislatura 16° - 17° Commissione permanente - Resoconto sommario n.358 del 28/02/2012
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3) Legislatura 16º - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 368 del 03/04/2012