Il Governo italiano e la Commissione europea hanno lavorato assieme con il doppio obiettivo: la messa in sicurezza e la legalità al 100%.Entro l'anno 2015 verrà riqualificato il sito archeologico di Pompei.
Dopo il via libera dell’Europa, con Decisione comunitaria n. C (2012) 2154 del 29 marzo 2012, al piano complessivo da 105 milioni di euro tra fondi Fesr e nazionali, il 5 aprile scorso, presso la Prefettura di Napoli, il Governo ha annunciato l’immediata operatività del Grande Progetto Pompei, attraverso la pubblicazione dei primi 5 Bandi europei. Bandi che prevedono alti requisiti di affidabilità, legalità e trasparenza definiti nel quadro del “Protocollo di legalità”, sottoscritto dalla Prefettura di Napoli e dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei (SANP).
Il Protocollo è stato promosso, con l’Intesa Interistituzionale “Progetto Pompei” del 20 gennaio 2012, dai ministri dell’Interno, per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), per la Coesione territoriale, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP).
Erano presenti il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti; il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri; il ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi; il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca; il ministro dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo; il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e il sindaco di Pompei Claudio D’Alessio.
Grande Progetto Pompei
Il Grande Progetto Pompei è stato concepito come progetto integrato di sviluppo territoriale.
L’opera di tutela e di valorizzazione del Sito archeologico è finalizzata sia ad arrestarne il degrado e a favorire permanenti condizioni di conservazione, sia ad attrarre domanda turistica nazionale e internazionale, oltre che ad attivare sul territorio iniziative imprenditoriali collegate alla filiera dell’investimento culturale.
Il programma degli interventi, per complessivi 105 milioni di euro (41,8 milioni di fondi UE, 63,2 di fondi nazionali), si articola su cinque linee d’azione:
Rilievi e diagnostica (8 milioni e 200 mila euro);
Consolidamento delle opere (85 milioni di euro, 47 milioni dei quali per il finanziamento di 39 progetti già redatti dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei (SANP) e 38 milioni per opere da progettare); Adeguamento dei servizi per i visitatori e implementazione di strumenti di comunicazione anche interattivi (7 milioni di euro);
Potenziamento dei sistemi di sicurezza e di telesorveglianza (2 milioni di euro);
Rafforzamento della struttura organizzativa e tecnologica della SANP (2 milioni e 800 mila euro).
I Bandi
Tempestiva e contestuale è stata l'attivazione delle procedure di gara e la pubblicazione dei primi bandi con conseguente forte riduzione dei tempi di avvio dei cantieri. L’intero processo è stato supportato sul piano procedurale, tecnico e progettuale da uno specifico staff tecnico di Invitalia.
I primi 5 Bandi europei, per un importo complessivo di circa 6 milioni di euro, sono pubblicati sui sito http://sbanap.campaniabeniculturali.it e http://www.pompeiisites.org) e riguardano i seguenti interventi: Restauro architettonico strutturale della Casa di Sirico;
Restauro e consolidamento delle strutture della Casa del Marinaio;
Restauro strutturale e architettonico della Casa dei Dioscuri;
Restauro architettonico della Casa delle Pareti Rosse;
Restauro e Consolidamento delle strutture della Casa del Criptoportico.
Inoltre, sono già in corso le indagini idrologiche propedeutiche ai lavori di messa in sicurezza dei terreni demaniali al confine con l’area di scavo. Entro luglio 2012, saranno pubblicati altri Bandi per le Regiones maggiormente a rischio. Altre 6 Regiones saranno oggetto di Bandi da avviare entro il 31 dicembre 2012, per un importo di circa 7 milioni di euro.
Sicurezza e legalità
Al fine di garantire il più rigoroso rispetto di criteri di legalità e prevenzione da possibili infiltrazioni criminali, il Grande Progetto Pompei è stato attuato nel quadro di una rafforzata cooperazione istituzionale tra il Ministero dell’Interno e le strutture amministrative centrali coinvolte (MIBAC, MIUR, Ministro per la Coesione territoriale, AVCP).
Il “Protocollo di Legalità”, stipulato tra la Prefettura di Napoli e la SANP, è uno strumento operativo, che disciplina le azioni volte a garantire, tra l’altro: la trasparenza delle procedure di gara; il monitoraggio degli appalti di lavori, servizi e forniture; la tracciabilità dei flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere; la rapida e corretta realizzazione degli interventi; la sicurezza dei cantieri.
A tal fine, è stato istituito un “Gruppo di Lavoro” coordinato dal prefetto Fernando Guida e composto dai rappresentanti delle amministrazioni coinvolte, che collaborerà con la SANP (stazione appaltante) nella predisposizione delle procedure di gara e dei relativi contratti, in particolare in relazione all’inserimento di clausole volte a prevenire tentativi di infiltrazione criminale e forme di concorrenza sleale. La Soprintendenza dovrà inoltre garantire il flusso di informazioni relative alla filiera delle imprese, istituendo, tra l’altro, entro 30 giorni dalla data del 5 aprile 2012 una Banca Dati relativa alle verifiche antimafia che essa stessa dovrà richiedere alla Prefettura di Napoli prima della stipula di ciascun contratto.