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venerdì 29 giugno 2012
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Viaggio nella tradizione in occasione della festa di S. Pietro e Paolo

Alla scoperta di Roma sparita

la redazione
Questa volta vi condurremo, attraverso un viaggio inusuale, alla scoperta delle tradizioni che nell’antichità donavano alla città eterna incanto e splendore.
In occasione della ricorrenza odierna di San Pietro e Paolo rivive una pagina del folgorante passato di Roma, con due dei più importanti appuntamenti, a partire dalla "Girandola" di Castel Sant’Angelo che la sera del 28 giugno è tornata a illuminare il cielo della città. “Pare che tutte le stelle del cielo caschino in terra”, così si diceva nel 1579 parlando della “Girandola” di Castel Sant’Angelo. Ma che cos’è?
Introdotta a Roma nel 1481 per celebrare il pontificato di Papa Sisto IV è poi stata utilizzata in ricorrenza delle principali festività dell’anno. Non si può definire un semplice evento pirotecnico, perché la "Girandola" era un evento che richiamava spettatori da tutta Europa. Un appuntamento al quale accorrevano stranieri di ogni grado e ceto sociale fino al 1861, quando i capricci del tempo e della memoria hanno poi relegato nel dimenticatoio questo antico momento di festa durante il quale il Castello diventava un palcoscenico per gli spettatori sull’altra riva del Tevere. Fra i tanti “maestri” che contribuirono nel tempo, con la loro arte, a rendere la "Girandola" un evento sempre più spettacolare, pare si sia cimentato, secondo un’ipotesi su cui sono tutt’ora in corso studi e ricerche per dimostrarne la veridicità, anche Michelangelo Buonarroti, nel periodo in cui lavorava su committenza di Papa Giulio II.
Nella Roma del '600 e del '700, le feste erano degli spettacoli stupefacenti, tra queste magnificenze spiccava anche l’illuminazione della Basilica di San Pietro, un’antica tradizione che, in occasione della festa di San Pietro e Paolo, trasformava la Basilica in un qualcosa di sorprendente; all'improvviso squadre di "sanpietrini", che si calavano con un sistema di corde molto ingegnoso, accendevano migliaia di fiaccole e lanternoni.
Nel 1780 Goethe ci descrive così la sua meraviglia davanti a tale spettacolo: "L'illuminazione è uno spettacolo del mondo fantastico delle fiabe; non si crede ai propri occhi. Le belle forme del colonnato, della chiesa e della cupola, da prima tutto in un'ardente cornice di fuoco, e, dopo circa un'ora, in una massa rovente, è spettacolo unico e magnifico a vedersi. Basta pensare che l'edificio immenso serve in questa circostanza solo di palco, per comprendere facilmente che una cosa simile non può esistere al mondo. Il cielo era completamente sereno, e splendeva la luna, che smorzava dolcemente col suo chiarore il fuoco dei lumi; solo in ultimo, quando tutto, durante la seconda illuminazione, fu una vampata sola, anche il lume della lune apparve spento.”

Fonte
: Roma Sparita


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