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Amò molto il disegno".
Così Degas volle fosse scritto sulla sua tomba.
"Questa mostra, voluta fortemente dalla Città di Torino – dichiara Piero Fassino sindaco di Torino –, è un’altra occasione importante che conferma la scelta dell’Amministrazione di guardare ai grandi temi dell’arte e della cultura come a una delle leve fondamentali di crescita e di sviluppo: le circa 80 opere che documentano, in una straordinaria rassegna, l’attività dell’autore, rappresentano un corpus di eccezionale valore storico e artistico. Torino è orgogliosa di presentare questa eccezionale monografia che costituisce una testimonianza documentaristica senza precedenti e di invitare gli amanti dell’arte di tutto il mondo a visitarla".
Una grande esposizione, quindi, dedicata al sommo artista francese, dalle Collezioni del Musée d'Orsay di Parigi, quella che aprirà i battenti il 18 ottobre prossimo nella storica Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, la più importante mostra che l’Italia abbia dedicato a Edgar Degas negli ultimi decenni. A renderla possibile sono da un lato la ferma volontà del Comune di Torino, e in particolare del sindaco Piero Fassino e dell’Assessore alla Cultura, Turismo e Promozione Maurizio Braccialarghe, di riportare Torino al centro del circuito di grandi eventi artistici internazionali, e dall’altro il rapporto di intensa e amichevole collaborazione che lega il gruppo Skira e il Musée d’Orsay di Parigi e che abbraccia tanto il versante editoriale quanto l’ideazione e produzione di grandi mostre.
La curatela della mostra è affidata a Xavier Rey, conservatore presso il Musée d’Orsay e grande specialista di Degas. In mostra si potranno ammirare tutti i temi della copiosa produzione dell’artista: l'ambiente familiare; l'esperienza italiana; il mondo parigino degli artisti, della musica e dei caffé; il paesaggio; i cavalli, le corse; le celeberrime ballerine; il nudo.
Due straordinari ritratti aprono la mostra: l'Autoritratto del giovane artista (1855) e quello del nonno Hilaire de Gas (1857), che si era trasferito in Italia e da cui il nipote soggiorna per tre anni all'inizio della sua attività. All'esperienza italiana di quegli anni si collega anche l'eccezionale presenza in mostra di Ritratto di famiglia (La Famiglia Bellelli, 1858-1869), opera che solo in rarissime occasioni ha lasciato il museo parigino, anche per le sue considerevoli dimensioni (2 x 2,5 metri). Si tratta di uno dei capolavori più conosciuti e apprezzati dell'intera opera di Degas, che con fine indagine psicologica indaga i rapporti di questa famiglia italiana. Molta della attività iniziale di Degas è dedicata alla copia dei grandi maestri del passato, tra cui anche Dürer, Rembrandt, Goya, mentre tra gli artisti del suo tempo guarda soprattutto a Ingres. Ci restituiscono invece il mondo della Parigi di fine Ottocento con i suoi caffè frequentati da artisti, letterati, musicisti altre opere straordinarie quali ad esempio L'orchestra dell'Opéra (1870), Lorenzo Pagans e Auguste de Gas (1871-1872), cui seguono capolavori a soggetto femminile come Ritratto di donna con vaso di porcellana (1872) o La pédicure (1873). Anche il tema del paesaggio, tra i meno conosciuti in Degas, trova un suo spazio nella mostra con splendide nature a pastello come Alberi su una pianura (1870-1875). Seguono i soggetti più popolari dell'opera di Degas: i cavalli, cui Degas comincia ad appassionarsi dal ritorno a Parigi nel 1859, frequentando a lungo l'ippodromo di Longchamp. In mostra troviamo il celeberrimo quadro Il Defilé (Cavalli da corsa davanti alle tribune, 1866-1868) e un altro magnifico olio Corsa di gentlemen. Si continua con le celeberrime ballerine, opere che costituiscono una delle cifre stilistiche di Degas, presenti in mostra in tutte le tecniche utilizzate dal maestro – olio, pastello, gouache – e in diverse inquadrature di scena o di prova, tra cui spiccano autentici capolavori come Prove di balletto in scena (1874) o Arlecchino e Colombina (1886-1890). Accanto a queste opere, anche una raccolta di splendide sculture in bronzo di ballerine, tra cui la celeberrima Piccola danzatrice di quattordici anni (fusione eseguita tra il 1921-1931), alta circa un metro e abbigliata con un tessuto di tulle. E infine il nudo femminile – figure di donne riprese nell'atto di lavarsi, di pettinarsi, dopo il bagno –, che vede la presenza in mostra di Donna alla toilette che si asciuga il piede (1886), uno dei più importanti pastelli dedicati da Degas a questo tema. Completano la mostra alcune altre piccole sculture in bronzo, figurine femminili dinamiche anch'esse riprese nell'intimità quotidiana.
La mostra di Torino rivela pienamente il percorso di un genio straordinario, protagonista di quella irripetibile stagione artistica nella Parigi di fine Ottocento.