"Gore Vidal era parte della nostra comunità, un uomo straordinario che ha contribuito a portare il nome di Ravello nel mondo. Ha dato lustro alla nostra città, e grazie anche alla sua presenza Ravello è stata crocevia di tanti personaggi illustri e famosi. Oggi Ravello piange un suo illustre concittadino" – così il sindaco Paolo Vuilleumier nel ricordare lo scomparso scrittore americano, cittadino onorario della città della musica. – "Dal 1972, anno in cui comprò la 'Rondinaia', e fino a quando la salute gliel’ha permesso, Vidal, scelse Ravello per vivere gran parte dell'anno, 'rinchiuso' in compagnia della sola quiete del luogo, della bellezza e dell’amenità della sua villa che gli permetteva di dedicarsi alla riflessione politica e ai suoi scritti. Col passare del tempo però, Ravello, scalfì la sua dura corazza. Anche se Gore non ha mai scritto una vera e propria opera su Ravello, in molti dei suoi libri e in tantissime interviste si lascia andare e ammette di aver scelto Ravello perché è 'il luogo più bello del mondo'". La dichiarazione d’amore più significativa verso la città di Ravello è sicuramente quella del 1976 nella quale afferma: "Considerava Ravello - sottolinea Vuilleumier - il posto più bello del mondo. Il nostro rammarico è non essere riusciti a mantenere il patrimonio della Rondinaia per costituire una Fondazione e farne un luogo di incontro della cultura ". A tutti piace ricordare come decantasse Ravello: “Mi fu chiesto da una rivista americana quale era il luogo più bello che io avessi mai visto in tutti i miei viaggi, e io ho risposto: il panorama del belvedere di villa Cimbrone in un luminoso giorno d'inverno, quando il cielo e il mare sono così vividamente azzurri che non è possibile distinguerli l'uno dall'altro. Considero come un segno di buona fortuna il fatto che ora vivo a Ravello per un periodo dell'anno”. E ancora: “La gente nativa di Ravello rimane meravigliata quando io le dico quanto questa città sia famosa nel mondo, particolarmente nella letteratura, e ancora in special modo nella letteratura moderna". "Un forte legame con il luogo ma anche con le persone. Innumerevoli le chiacchierate ai tavoli dello storico Bar San Domingo, innumerevoli le partecipazioni al Ravello Festival. C'era rispetto, discrezione e cordialità e proprio per questo considerava Ravello come una seconda casa. Con la mia giunta stiamo pensando al modo migliore per tramandare il nome di Gore Vidal alle future generazioni di ravellesi. So long Gore”. |