Il museo come forum, occasione di incontro anche e soprattutto nel fine settimana. Questo l'intento dell'iniziativa del Museo Diocesano di Milano che ogni domencia, fino al 28 marzo, propone incontri con giornalisti de «Il Corriere della Sera» per discutere di economia, cultura ed esteri. Si comincia con domenica 7 marzo con Ferruccio De Bortoli, direttore del quotidiano. Si continua poi con Giangiacomo Schiavi, Antonio Mora e Armando Torno. I giornalisti partiranno da un'analisi delle pagine del quotidiano per poi sviluppare tesi e confronti. Le conferenze sono l'incipit della domenica al museo che prosegue con altre iniziative nel corso della giornata dal brunch ai corsi di decori floreali. Nel pomeriggio tutti i bambini sono invitati ai laboratori di scultura, a cura di Ad Artem. Gli incontri indagheranno due particolari tecniche artistiche relative a due materiali impiegati. Il primo materiale nelle mani dei bambini sarà la cartapesta, di facile modellazione, utilizzata largamente dagli artisti e utile per familiarizzare con le abilità manuali. Il secondo materiale è l'argilla. I bambini si cimenteranno con la realizzazione di bassorilievi, cercando di comprendere al meglio le tecniche e le proprietà di questa materia malleabile ma solida. Gli incontri si concludono con la possibilità di effettuare delle visite guidate al Museo. La collezione del museo, divisa in sezioni, raccoglie capolavori di arte sacra e lombarda: sono circa 600 opere di cui 400 esposte. Molte opere giunte dalla Quadreria Arcivescovile sono parte delle collezioni degli arcivescovi milanesi. Tra le altre sezioni quella di preziosi arredi liturgici, di opere provenienti dalle diocesi e poi i capolavori dalle collezioni Monti, Pozzobonelli, Visconti e la completa raccolta di Erba Odescalchi. A queste si aggiungono una sezione dedicata al vescovo Ambrogio, opere a fondo oro di Crespi e tele dal Novecento. Tra queste ultime la bellissima “Via Crucis” del divisionista Previati. Attraverso le tante attività proposte, il Museo Diocesano si presenta come luogo di condivisione per tutte le fasce d'età, da intendersi più come centro culturale che come “casa delle muse”. |