Con la primavera al Complesso del Vittoriano arriva la natura, diva indiscussa dell’ultima collettiva, “Da Corot a Monet. La sinfonia della natura”. Un’iniziativa resa possibile grazie alla partecipazione di prestigiose collezioni private e importanti musei sparsi nel mondo. Dall’Art Institute di Chicago, al Metropolitan di New York, alla National Gallery di Londra, alla Bibliothèque Nazionale de France di Parigi, al Museo Ermitage di San Pietroburgo. Centocinquanta opere, tra dipinti, disegni su carta e fotografie d’epoca dei più famosi artisti del movimento francese delineano l’evoluzione della rappresentazione pittorica della natura dell’intero ciclo impressionista. La Mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la partecipazione del Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione –, della Regione Lazio – Presidenza e Assessorato alla Cultura, allo Spettacolo e allo Sport -, della Provincia di Roma – Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali -, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero degli Affari Esteri. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia. Catapultate nel cuore capitolino, le tele selezionate tracciano infatti un suggestivo percorso espositivo a partire dagli artisti della Scuola di Barbizon che abbandonano la rappresentazione classica della natura per raffigurare un paesaggio più selvaggio. Il fil rouge arriva fino al nuovo linguaggio con cui gli impressionisti, a partire dal 1850, integrano natura e industria, città e campagna, tradizione e innovazione. Una natura dalle sfumature cromatiche mutevoli e dai confini sempre più labili e seducenti. Così i pittori le corrono dietro, primo tra tutti Monet che scrive: “Seguo la natura senza poterla afferrare; questo fiume scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto, e domani sarà un torrente”. |