Una ricca e singolare collezione di reperti di archeologia fluviale ha sede a Crema. Si tratta delle piroghe, originali imbarcazioni scavate nel tronco di un albero realizzate per millenni, dalla preistoria al Medioevo. L'utilizzo di questi singolari mezzi di comunicazione è attestato fin dal Neolitico nell'area compresa tra i fiumi Adda e Oglio. Analisi scientifiche hanno dimostrato che tale tecnica costruttiva di imbarcazioni è stata impiegata anche in epoca romana e medievale. Fino agli anni '60 del Novecento, d'altra parte, lo zoppolo nell'area triestina era realizzato con la medesima tecnica. Le piroghe costituiscono una delle principali testimonianze di natanti impiegati come mezzi di trasporto di merci e persone lungo i fiumi e i laghi dell'Italia settentrionale. Il Museo Civico di Crema e del cremasco ha recentemento inaugurato questa rara sezione archeologica con resti miracolosamente recuperati dai fiumi padani. Le prime piroghe rinvenute risalgono agli anni Settanta, epoca in cui si è verificato un abbassamento del livello delle acque fluviali. Queste prime undici piroghe furono immerse in acqua corrente e due furono restaurate e collocate nel chiostro del complesso museale. Nel 2008 si è completata la fase di consolidamento e restauro delle restanti imbarcazioni oggi esposte al pubblico. Un interessante percorso museale illustra questa affascinante categoria di natanti e il suo utilizzo nel corso del tempo. La visita è accompagnata da un gioco multimediale interattivo che, partecipando in prima persona, permette ai visitatori di ripercorrere il tempo e acquisire informazioni. La sezione archeologia, recentemente inaugurata, si aggiunge a quelle che testimoniano lo sviluppo della città di Crema tra terra e acqua, diventando testimonianza significativa per il territorio. A cura del museo è anche un percorso cittadino per promuovere la conoscenza della città. |