È stato completato il restauro del ciclo di affreschi del tiburio dell’Abbazia cistercense di Chiaravalle, grazie ad Intesa Sanpaolo che ha inserito questo intervento nell’ambito di “Restituzioni”, un programma di restauri promosso e curato dalla Banca e gestito in collaborazione con le Soprintendenze. I lavori di restauro eseguiti sotto la direzione di Sandrina Bandera, ora Soprintendente BSAE di Milano, sono iniziati nel 2002 con fondi del MiBAC e sono stati portati a termine grazie al finanziamento erogato nel biennio 2008-2009 dall’Istituto bancario. La decorazione pittorica dell’Abbazia di Chiaravalle Milanese è una delle più importanti del Trecento italiano. L’intervento di restauro è stato preceduto e accompagnato da analisi e indagini strumentali non distruttive, finalizzate allo studio delle cause di degrado, delle tecniche esecutive, dei materiali originali e di quelli utilizzati negli interventi precedenti. Sono state eseguite indagini strumentali con videomicroscopio a fibre ottiche, per individuare e registrare le differenze morfologiche di malte, cromie, lamine. L’intervento di restauro è stato, inoltre, accompagnato da un minuzioso studio dell’opera sotto il profilo tecnico-esecutivo e materico. Centinaia i rilievi eseguiti, a contatto o a tampone, annotazioni grafiche, osservazioni a luce radente, per individuare le giornate, le incisioni, le linee disegnative, i diversi tipi di punzonature, le riprese a secco, i pentimenti, le tipologie di decorazioni a lamina metallica o a rilievo. È stata confermata la presenza di due maestri, il primo dei quali di provenienza lombarda, il cosiddetto “Primo Maestro di Chiaravalle”, responsabile della decorazione della cupola della torre nolare e del ciclo del tamburo, caratterizzato da modi legati al gusto gotico lombardo nell’attenzione a vesti e ricchi copricapo. Al secondo maestro, identificato con Stefano Fiorentino, ricordato da Giorgio Vasari nelle sue Vite come il miglior allievo di Giotto, si deve il ciclo con le Storie della Vergine contraddistinto da rare scelte iconografiche. Le immagini “post Resurrectionem - come ha sottolineato la Bandera "seguono una iconografia tipica del Nord Europa, ma che ben si lega alla spiritualità di san Bernardo e dei cistercensi, che vedono nella vita della Madonna il modello perfetto di un itinerario spirituale che va dalla morte alla glorificazione”. |