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giovedì 19 febbraio 2009
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Il neo-direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia

Intervista a Mario Turetta

Raffaella Ansuini
A poco più di 2 mesi dalla nomina a Direttore per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, quali sono i progetti nell’immediato futuro?

Queste prime settimane di lavoro alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia mi hanno consentito di approfondire la conoscenza di un territorio ampio, caratterizzato da una straordinaria ricchezza. Le diverse province lombarde esprimono ciascuna una forte identità che possiamo immediatamente leggere nel loro patrimonio culturale. Il compito, della cui complessità sono consapevole, è di riuscire a coniugare la conservazione e la tutela con la promozione di una sempre più attenta e condivisa conoscenza di questo patrimonio. Sono convinto, infatti, che i due aspetti non siano distinguibili e che per un lavoro su di essi sia necessario chiamare a partecipare i Comuni, le Province, la Regione, le Fondazioni, tutti i soggetti che abbiano a cuore il nostro patrimonio culturale.
Nell’immediato futuro, oltre che a sostenere i progetti già avviati, un impegno importante è la candidatura Unesco dei siti Longobardi, il progetto sul Capitolium di Brescia e, per rimanere a Milano, abbiamo avviato la realizzazione del grande progetto di ristrutturazione, riallestimento e ampliamento della Pinacoteca di Brera, della quale celebriamo il Bicentenario con la straordinaria mostra di Caravaggio. Una parte importante delle prossime attività riguarda Palazzo Litta, la sede a Milano, della Direzione Regionale, per il quale sono previste numerose iniziative che vi troveranno un naturale luogo di svolgimento.

Dal successo, delle Olimpiadi invernali di Torino nel 2006, come  Direttore Regionale per i Beni Culturali, a Expo 2015. Quali possono essere le affinità e quali le differenze?


Le Olimpiadi invernali del 2006 hanno segnato un momento importante nello sviluppo dell’offerta culturale del Piemonte, in particolare per i Beni Culturali che hanno contribuito a ridisegnare, in un delicato momento di transizione, l’identità stessa di Torino e della regione. Il completamento di importanti restauri come quelli di Palazzo Reale, di Palazzo Carignano, dell’Armeria Reale. Il Museo Egizio, le residenze sabaude e soprattutto Venaria hanno contribuito a presentare il Piemonte sul palcoscenico dei Giochi olimpici, come luogo d’arte e di cultura. A Milano l’Expo del 2015 offrirà occasione analoga: un patrimonio di straordinaria varietà, con testimonianze che vanno dall’età romana fino all’attualità più recente, consente di pensare ad un ampio programma di valorizzazione integrata, com’è nello spirito del Patto per Milano, sottoscritto il 24 novembre scorso, dal Ministero per i Beni Culturali, il Comune di Milano e il Ministero della Difesa, nella stretta collaborazione tra le amministrazioni che è il primo fondamentale strumento con il quale affrontare la sfida dell’Expo.

Da Palazzo Chiablese,  a Palazzo Litta. Palazzi importanti dal valore storico culturale. A tal proposito sarà fruibile al pubblico? Quale funzione avrà, oltre a quella istituzionale?


A Palazzo Litta procediamo con attenti restauri che ci restituiranno uno degli edifici più rappresentativi della città. Intanto, però, il palazzo non chiude ai cittadini.  Diventerà, come accennavo, sede di diverse attività. Una di queste, riprendendo le attività previste dal nostro Ministero per San Valentino, insieme al Comune di Milano, all’assessorato alla Cultura, vedrà per il 4 di marzo una serata dedicata alle coppie che avranno visitato un museo milanese: l’intenzione è di avvicinare nuovo pubblico ai musei, alle mostre e ai teatri della città.
È in corso, poi, una mostra didattica su Crespi d’Adda e abbiamo in programma per il 5 di marzo, la presentazione del volume la Viola Gialla, repertorio delle fonti musicali della Biblioteca Universitaria di Pavia.  Dal 2 all’8 marzo ospitiamo il festival del libro per bambini e ragazzi Quante storie. Stiamo lavorando a un’interessante manifestazione per l’8 marzo, giornata delle donne e ancora sono previsti incontri,conferenze e mostre. Palazzo Litta, in questo modo, si propone come luogo di cultura fortemente rivolto alla città. Non smette d’essere sede degli uffici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma diviene, analogamente con quanto è stato fatto negli anni scorsi, in Palazzo Chiablese, cerniera tra l’amministrazione e la cittadinanza, lo spazio attraverso il quale il Ministero dialoga con Milano.


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