risultati di vent'anni d'indagini, che la missione archeologica dell'Università di Firenze conduce in Giordania, nei siti di Petra e Shawbak, saranno presentati nella mostra che si aprirà il 19 giugno nella Limonaia del Giardino di Boboli a Firenze dal titolo "Da Petra a Shawbak. Archeologia di una frontiera". Se Petra è a tutti nota non tutti sanno che la capitale dell'impero commerciale dei Nabatei, poi conquistata dai romani, dai persiani e dagli arabi, in epoca crociata venne munita di due castelli dal re Baldovino I di Gerusalemme. Il castello di Shawbak, anch'esso fondato da Baldovino I, è uno degli insediamenti medievali più spettacolari del Mediterraneo orientale. Localizzato a 25 km a nord di Petra, la sostituì nel XII secolo come capitale della Transgiordania. Per quasi due millenni questa città "incastellata" fu il fulcro di un'area strategica tra due potentati, l'Egitto e la Siria e rappresentò la sintesi tra le influenze dell'Europa cristiana e l'Oriente islamico. Dal 2006 il sito di Shawbak è oggetto di un innovativo accordo internazionale italo-giordano di cooperazione scientifica e culturale tra il Dipartimento di Antichità della Giordania e l'Università di Firenze, che integra ricerca archeologica, restauro conservativo e valorizzazione. Le ricerche italiane hanno riconsegnato questo sito alla storia del Mediterraneo con i suoi monumenti: la cattedrale di Santa Maria, il palazzo del nipote di Saladino, i bastioni monumentali della fine del Duecento. Da Petra, oltre che da Shawbak giungeranno i reperti per la prima volta esposti al pubblico. La mostra, curata da Guido Vannini è promossa dall'Università di Firenze, dal Departement of Antiquites of Jordan e dal Polo Museale Fiorentino e gode dell'alto patronato di S.M. la Regina di Giordania e del Presidente della Repubblica Italiana. La progettazione della mostra ha offerto l'occasione di sperimentare, rielaborandole, le più aggiornate pratiche della comunicazione espositiva definite in ambito anglosassone e inedite nel quadro delle mostre archeologiche italiane. Una rassegna di film (da Indiana Jones ad Aleksandr Nevskij) contribuirà ad avvicinare il pubblico ai temi della mostra aperta fino al 20 settembre.
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