In aereo Aeroporto di Siena; da Firenze: aeroporto "Amerigo Vespucci" di Firenze. Collegamenti shuttle con la stazione ferroviaria S. Maria Novella ogni 45 min circa; da Pisa: aeroporto "Galileo Galilei" di Pisa (150 km).
In treno da Firenze: cambio ad Empoli, (1h 30 min.); da Roma: cambio a Chiusi, (3h); da Pisa: cambio ad Empoli, (2h). La stazione ferroviaria di Siena si trova a circa 2 km dal centro storico ed è raggiungibile in 5 minuti in autobus.
In bus da Firenze: stazione bus: di fronte alla stazione ferroviaria Santa Maria Novella 'linea rapida' (1h 15 min) 'linea diretta' (1h 35 min): Autolinee TRA-IN spa Tel. 0577 204245) Autolinee SITA numero verde 800 - 373760; da Roma: stazione bus: Roma Tiburtina, (2h 45m): SENA (numero verde 800 - 930960, tel. 0577 283203)
In macchina da nord: A1 uscita “Firenze Certosa” quindi Superstrada Firenze/Siena (40 min.); da sud: A1 uscita “Valdichiana” quindi raccordo Bettolle-Siena (2h 30min.)
DOVE DORMIRE
Antica Torre Via Fieravecchia, 7 Siena Tel. 0577 222255
Park Hotel Siena Via Marciano, 18 Siena Tel. 0577 290290
DOVE MANGIARE
Casa Mia Strada Chiantigiana, 99 Siena Tel. 0577 47070 fax. 0577 237957
Gallo Nero Via del Porrione, 65/67 Siena Tel. 0577 284356
ENOGASTRONOMIA
Tra i piatti, meno famosi ma più antichi, vi sono la pappa con il pomodoro, la ribollita, o minestra di pane, i fagioli in umido, la zuppa di fagioli e quella di ceci. Tra le pietanze che hanno portato in alto il nome della tradizione culinaria chiantigiana sono senz’altro gli arrosti di selvaggina, il cinghiale in umido, i risotti con i funghi porcini, le bistecche di manzo, cacciagione alla brace, verdure alla brace, stracotti e sughi di fegatini. Prelibati anche i famosi insaccati di maiale, quali: salame, finocchiona, buristo, soppressata, prosciutti e salsicce. Tutto da provare e da accompagnare sorseggiando un buon bicchiere di rosso (Chianti) o di bianco.
ARTIGIANATO
Passeggiando per le vie della città si trovano antiche botteghe dove tessitrici, ceramisti, fabbri, pellettieri, scultori lavorano con la passione e la maestria di una volta, usando tecniche tramandate da generazioni. Ancora oggi gli artigiani producono brocche, portavasi, lumi, portacenere decorati con colori caldi e dorati delle colline senesi o dipinti con i colori della città: bianco e nero. L'artigianato è, in parte, anche legato al Palio, che i senesi celebrano il 2 luglio, il 16 agosto, e in verità, tutto l'anno. Infatti tradizionali sono le Campane di Santa Lucia: scacciaguai in terra cotta dipinta a mano con i colori delle contrade, donate ai bambini per allontanare da loro i demoni dell'inverno e i Barberi, antico gioco per il quale si usano palline dipinte con i colori delle contrade.
giovedì 1 aprile 2010
Fino al 10 luglio
Itinerario espositivo nella Siena del primo Rinascimento
Torna nella sua città natale, dopo secoli di lontananza, lo Spiritello tamburino del Bode Museum di Berlino. Occasione d’eccellenza, la mostra “Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento”. Ospitata nel Complesso di Santa Maria della Scala, ma estesa lungo un itinerario più articolato e suggestivo, la rassegna accompagna il visitatore alla scoperta di quella Siena che all’alba del Quattrocento visse la stagione artistica che incanalò il gusto dei grandi maestri nella corrente estetica del Rinascimento. Promossa, fra gli altri, dal Comune di Siena, il MiBAC, la Soprintendenza per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto, l’Università e l’Archivio di Stato di Siena e la Scuola Normale Superiore di Pisa, l’iniziativa offre la possibilità di fruire di spazi inediti e di scrutare opere ricomposte appositamente per l’evento. Con un solo biglietto d’ingresso, valido 48 ore, il visitatore può seguire un percorso che dal Complesso di Santa Maria della Scala lo porta alla Cattedrale, al Battistero, al Museo Diocesano e alla Pinacoteca Nazionale. Un’opportunità per guardare al Duomo, a pochi passi dal Complesso di Santa Maria della Scala, come al tempio deputato ad accogliere le testimonianze appena osservate, ma anche per scovare, nel Museo dell’Opera, la sezione dedicata alla sopravvivenza del gotico locale. Scendendo poi nella cripta si svela il mondo dell’oreficeria dell’epoca seguita dal monumento scultoreo per eccellenza della Siena del Quattrocento, la Fonte Battesimale conservata nel Battistero. Una permanenza prolungata e approfondita nella città, quella che l’itinerario espositivo cerca di favorire attraverso l’accesso a ben 306 opere, una ventina di polittici ricostruiti, 25 restauri, prestiti da prestigiose istituzioni museali e collezioni private e nuovi spazi, illustrati e commentati nel catalogo edito Federico Motta.