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giovedì 2 luglio 2009
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Gli importanti siti riconosciuti come Attrattore Culturale della Regione

Le mura megalitiche del Lazio, alla scoperta della civiltà pre-romana

Raffaella Ansuini

"Quando vidi queste pietre nere e titaniche che sono conservate così bene, come avessero soltanto degli anni, invece di essere antiche di millenni, la mia ammirazione per la potenza umana, divenne molto più grande di quando avevo visto il Colosseo a Roma...". Con queste parole Ferdinand Gregorovius, storico, viaggiatore e scrittore tedesco in visita nella metà dell'800 in Italia, descrive la sua emozione alla vista delle mura poligonali di Alatri, cittadina del Lazio in provincia di Frosinone. Ma la zona di Alatri non è l'unica nel Frusinate nella quale si innalzano queste imponenti costruzioni realizzate a secco, senza cioè l'uso di leganti, quali malte o terre argillose, affiancando e sovrapponendo blocchi, detti anche "conci", di medie e grandi dimensioni, infine utilizzati come recinzione urbana, fortificazione, o terrazzamento. In realtà esse caratterizzano il territorio dell'intera provincia ma, nonostante la loro importanza storico-archeologica, sono poco conosciute. Una mostra, in corso a Roma - ancora fino al 6 luglio - al Complesso del Vittoriano, intende dargli la visibilità e il rilievo che meritano nell'ambito dell'offerta culturale della Regione. L'esposizione "Le mura megalitiche. Il Lazio meridionale tra storia e mito", attraverso le oltre 100 opere incluse nel percorso, tra incisioni, litografie, disegni, acquarelli, stampe, olii, libri, lettere, fotografie d'epoca, mappe, planimetrie, scenografie, pannelli, gigantografie e video, ripercorre e ricrea per la prima volta insieme la storia, il mito, le vicende e le ipotesi archeologiche, le suggestioni esercitate sui viaggiatori dell'Ottocento e non solo, delle mura megalitiche presenti nel Lazio meridionale e precisamente nel territorio del frusinate. Promossa dalla Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, e la Provincia di Frosinone, la mostra si avvale della curatela di Giuseppe Guadagno, Giovanni Maria De Rossi, Daniele Baldassarre. La direzione e il coordinamento generale sono invece di Alessandro Nicosia.
"La mostra del Vittoriano è per noi un capitolo importante di un'ampia strategia di riscoperta, valorizzazione e promozione degli straordinari siti delle mura poligonali - ha dichiarato l'assessore regionale alla Cultura Giulia Rodano - un'opportunità prestigiosa per raccontare una delle storie meno note e più suggestive dell'identità poliedrica e multiculturale del nostro territorio: quello delle civiltà pre-romane del Lazio". "E proprio per la peculiarità del loro patrimonio e per la loro rappresentatività nel genoma culturale della nostra regione - ha sottolineato la Rodano - nel 2008 abbiamo riconosciuto le città ciociare dalle mura megalitiche quale Grande Attrattore Culturale del Lazio, eccellenza storico-artistica della provincia di Frosinone su cui convogliare risorse pubbliche in sede di Accordo di Programma Quadro col Governo ed ora anche nel nuovo Piano Operativo Regionale di destinazione dei fondi europei di sviluppo del Lazio".



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