Già da diversi giorni si parlava della possibile nomina di Vittorio Sgarbi a soprintendente del Polo Museale di Venezia. Ancora voci di corridoio avevano suscitato le forti reazioni dell’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che la considerava una “scelta profondamente sbagliata, indipendentemente da qualsiasi giudizio su Sgarbi”. “Non c’è nessun motivo per cambiare l’orientamento attuale e quanto a Sgarbi, il ministro Bondi dovrebbe valutare la lunga vicenda sulla Soprintendenza regionale”.
Anche all’interno della stessa maggioranza, il ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan, considerava “alquanto singolare l’ipotesi di proporre Vittorio Sgarbi alla fondamentale responsabilità di soprintendente al Polo Museale di Venezia” dato che “negli ultimi 20 anni di tutto si è occupato tranne che di un umile e fattivo lavoro nella pubblica amministrazione dei Beni Culturali”.
“Sorpreso e perplesso”, è stato invece il commento del sindaco Giorgio Orsoni.
Raggiunto telefonicamente la notte scorsa, Vittorio Sgarbi ha confermato la sua nomina a Soprintendente del Polo Museale di Venezia, firmata nella giornata di ieri dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, e ha voluto controbattere alle critiche mosse nei giorni scorsi, evidenziando anche le priorità che assumerà con il suo nuovo incarico.
In che modo ritiene che la cultura vada utilizzata anche per creare un ritorno economico?
“Ho fatto una metafora e un riferimento al mondo femminile. Un’attrice valorizza la sua bellezza altrimenti la umilia. Le bellezze vanno curate e trascurarle vuol dire mortificarle. Quando una persona ha delle doti le cura e le valorizza. Non credo che sia in dubbio che in Italia abbiamo la sensazione che molti luoghi bellissimi siano curati poco, che ci siano siti archeologici abbandonati. Se un luogo non è valorizzato, non ci commuove, non ci fa vedere quanto è bello, si creano infiniti pretesti e, in Italia, molti luoghi sono disertati e non producono nulla.
Si spendono soldi per la difesa e per i carri armati. A cosa serve la benzina per le Frecce Tricolori? Cos’è quest’idea della Patria? La Patria sono Dante, Galileo, Manzoni, Botticelli, non i carri armati, i sommergibili e i bersaglieri. Quelli sono folclore. Nessun bersagliere oggi potrebbe combattere una battaglia vincente. Anche la sfilata del 2 giugno, può essere un fatto folcloristico, ma la spesa militare è una spesa insensata rispetto alla Patria perché Patria vuol dire conservare le ville, i cimiteri, i siti archeologici, le Fondazioni teatrali, la civiltà musicale. Se io alla Biennale di Venezia o al Festival di Spoleto do la metà, faccio un festival con i fichi secchi. Il Festival di Salisburgo costa 50 milioni di euro all’anno, Lucerna 27. Noi a Milano abbiamo il Festival MITO, che ho inventato io, che costa 10 milioni di euro. Se lo riduciamo della metà produciamo la metà, mi pare evidente. La Scala funziona con molti milioni di euro, se le togliamo la metà come fa a funzionare?”
Qual è l’importanza dell’arte contemporanea?
“In Italia si ha la sensazione che siccome c’è il sole, ai templi è sufficiente a che esistano, ma nulla esiste se non viene coltivato e curato. C’è un'eccessiva confidenza nel fatto che noi queste cose le abbiamo, ma non basta averle, bisogna conservarle e investire di più. Per l’arte contemporanea non c’è l’esigenza che in Italia si spenda più di tanto perché c’è una quantità di arte antica totalmente sconosciuta a quelli che si occupano di arte contemporanea. Questa è la ragione per cui a Venezia tenterò il collegamento tra arte antica e arte moderna in un’unità, perché tutta l’arte è arte contemporanea. Non si può immaginare che si spendano soldi per l’arte contemporanea e non si spendano per Tiziano.”
La sua nuova nomina a soprintendente per il Polo Museale è quindi ufficiale? Quando inizierà?
“È ufficiale la mia nomina a soprintendente. Oggi il ministro ha firmato. Ho pensato, facendo i conti sui tempi tecnici, che sono stati più veloci di quello che mi aspettavo, di cominciare il 15 di giugno, anche perché prima non posso. Il 15 quindi sarò a Venezia.
La priorità è fare l’allestimento dell’Accademia per evitare che gli architetti ne facciano il loro parco giochi. Non credo che si possa continuare ad immaginare, come è capitato con il MAXXI, che i musei siano fatti per gli architetti. I musei sono al servizio delle opere d’arte. Poi immagino una grande iniziativa, che faccia vedere il rapporto tra antico e moderno tra l’Accademia e la Biennale. D’altra parte i grandi curatori delle Biennali negli anni ’50 erano tutti storici dell’Arte, da Roberto Longhi a Francesco Arcangeli a Venturi. Soltanto in tempi recenti sono apparsi degli ignoranti che conoscono soltanto gli ultimi trent’anni dell’arte e pensano che l’arte contemporanea sia un mondo diverso da quello dell’arte in generale. Sono solo dei deficienti. Proprio il De Dominicis che è stato celebrato al MAXXI sosteneva il suo rapporto con l’arte dei sumeri e questo fa capire che aveva una perfetta consapevolezza del fatto che non esiste antico e moderno.”
Nei giorni scorsi, la notizia della sua potenziale nomina ha sollevato molte critiche.
“Da una parte ho avuto critiche dagli ex, l’ex sindaco Cacciari, l’ex presidente Galan, e in entrambi i casi si tratta di due ignoranti. Galan è un ignorante basico. È un ministro dell’agricoltura perché a questi che non vengono più ricandidati trovano un posto di consolazione. Un Ministero ad uno che non ha una sola idea in zucca e vale meno di zero come Galan. E l’altro è Cacciari, che è sempre stato ignorante come una capra in arte e ne ha dato la prova più terribile quando ha scelto Pinault e quindi il mercato di Christie’s e il mercato dell’arte contemporanea per Palazzo Grassi, invece di scegliere Terruzzi che aveva un patrimonio straordinario di capolavori della pittura del '700 veneziano con 10 Tiepolo, 5 Canaletto, 20 Sebastiano Ricci, 40 Amigoni. Tutto questo patrimonio che vale intorno al miliardo di euro sarebbe andato a Palazzo Grassi e invece questo poveretto di Cacciari ha preferito la moda grottesca di un mercante d’arte come Pinault. Questo è il livello di questa gente. Certo, se la prendono con me perché io non gliela mando a dire la loro ignoranza e la loro sensibilità alla moda. Se c’è uno che segue le mode è Cacciari, e se c’è uno che non capisce niente è Galan.”
E i rapporti con gli enti locali e l’attuale sindaco?
“Mi dica una cosa, l’attuale sindaco per cosa è noto? Uno che fa il sindaco e non sappiamo chi è, sarà una nullità o no? Bisogna sapere cosa ha fatto qualcuno. Se uno nomina a sindaco di Venezia Veronesi o Sgarbi sa cosa hanno fatto. Cosa ha fatto questo qua? Vorrei saperlo. Perché io devo essere giudicato da una nullità? Uno di cui non conosco un libro, un’idea. Ha fatto l’avvocato, e questo cosa vuol dire, fare il sindaco di Venezia portato dal partito? Se non lo portava il partito come diventava sindaco?
Non mi devo confrontare con loro. Le nomine dei soprintendenti sono come quelle dei prefetti. Non è che il ministro degli Interni discute con il prefetto, con il sindaco. Non conoscono neanche le Istituzioni. Quando viene nominato il direttore degli Uffizi non è che si consulta il sindaco di Firenze. Non vedo perché a Venezia, per questi quattro pettegoli, dovrei confrontarmi col sindaco. Non ci penso neanche. Non voglio confrontarmi con loro. Sono mondi naturalmente separati. Il soprintendente di Roma La Regina era il primo nemico di Rutelli perché difendeva lo Stato. Io sono lo Stato e loro sono gli interessi comunali, per cui è meglio che ci sia la contrapposizione. Sono pronto a qualunque guerra. Non è una guerra per il mio temperamento, è la guerra che ha fatto La Regina, il più grande soprintendente romano. Quindi i vari Cacciari, questo sindaco, Galan, non mi importa nulla di loro, ma non perché io faccio il superbo, ma perché il fatto soltanto che abbiano voluto entrare nella nomina del direttore dell’Accademia fa ridere, prova che non hanno neanche il senso delle Istituzioni. Se io nomino il direttore di Capodimonte, o quello degli Uffizi non devo negoziarlo con il presidente della Regione. Si chiama Stato per quello.
L’ambasciatore che nomina Frattini, mica lo negozia con gli altri capi di Stato. Abbiano rispetto delle Istituzioni, questi ignoranti!
L’unica ragione è questa. Siccome io sono più famoso di loro e quindi il mio nome chiama, se avessero nominato un funzionario qualsiasi non avrebbero detto niente, perché quello che gli interessa è fare la polemica con me. Questa è la cosa grottesca di questi poveretti, cosa che non ho detto perché ho lasciato perdere le polemiche. Per qualunque nomina fino ad oggi, i soprintendenti a Torino, a Bologna, a Roma, non è mai stato previsto che fossero consultati i presidenti di Regione o i sindaci.”
Le nomine non avvengono per concorso?
“No, assolutamente, la nomina del sovrintendente è legata o alla carriera, e io sono al vertice più alto, cioè io sono il più alto in grado di tutto il Ministero, oppure per concorso ma non sono concorsi necessari. È come per i prefetti, il ministro dell’Interno nomina il prefetto di Roma, o allo stesso modo per gli ambasciatori, il rango è quello. Prefetti, ambasciatori e soprintendenti sono nomine dello Stato e non c’entrano con gli enti locali. Così come un prefetto è autonomo dal sindaco.
C’era stato un concorso interno al Ministero prima che io venissi chiamato a prendere quel ruolo. Se non avessi partecipato io avrebbero fatto il concorso. Il concorso interno l’hanno fatto senza tenere in conto il fatto che io mi sono messo in gioco, perché io sono stato chiamato. In ogni caso io vinco anche per titoli. Se partecipo a un concorso me li mangio tutti. Non c’è nessuno che ha scritto più di me o ha fatto più mostre di me. Lei non sta parlando con uno che ha avuto un piacere da qualcuno. Io sono il migliore di chiunque, da ogni punto di vista, e sono anche il più alto in grado. Mentre gli altri sono soprintendenti semplici, io sono direttore Generale per aver fatto l’Alto Commissario in Sicilia. Chiunque può vincere con me solo se non partecipo. Le sto dicendo come vanno le cose. Se poi se le fa raccontare da questi idioti dei sindacati che si inventano che più uno è [omissis], più è giusto che faccia un lavoro... La difesa dei sindacati non è tanto la difesa della parità.”
E la condanna per assenteismo?
“È un’altra invenzione anche quella. La Corte di Strasburgo mi ha dato ragione e la mia condanna è stata cancellata. Ero stato in aspettativa senza stipendio, è stato un chiaro sfregio dei magistrati, puniti dalla Corte di Strasburgo. Anche perché non potevano non annullarla, perché non c’è niente. Non c’era assolutamente niente. Io ero in aspettativa senza stipendio, per cui non so di cosa parlino questi qua.
Ho anche fatto un comunicato stampa, ma non mi sono molto preoccupato delle polemiche. Io mi diverto a vedere le polemiche, quindi non sono molto preoccupato. Anche all’epoca della condanna il Ministero era talmente in imbarazzo che ha ribadito in una nota tutta la sua considerazione per la mia attività. Quindi era bizzarro che io avrei dovuto essere condannato mentre il Ministero applaudiva al mio atteggiamento e alle mie funzioni, perché ci sono delle note precise.
Il Polo Museale che io oggi sovrintendo e il ruolo a cui sono stato indicato, l’ho inventato io. Quando ero sottosegretario ho inventato le sovrintendenze ai Poli Museali. Le ho inventate io e le ho fatte diventare i 5 poli.
Non so quanto io possa essere adatto a fare un lavoro o un altro ma le davo indicazioni sulle polemiche di questi giorni. Il paradosso è che Zaha Hadid lo ha fatto [il progetto del MAXXI n.d.r] perché io ho firmato il decreto per l’attuazione del progetto. Durante il mio governo precedente, quando lei è venuta da me le ho dato il via libera alla realizzazione del MAXXI nel 2001. E nello stesso anno io ho convocato il soprintendente di Napoli, Spinosa, e ho inventato i Poli Museali”.