Trenta opere suddivise in tre sezioni per tre protagonisti del Quattrocento: Donatello, Andrea Bregno, Michelangelo. Tema dominante: la passione per l’antico, di cui Donatello è stato progenitore, almeno per ciò che riguarda il XV secolo. Sono questi i protagonisti della mostra “La Forma del Rinascimento”, da oggi e fino al 5 settembre, a Roma, al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia.
Un percorso artistico e intellettuale curato da Claudio Strinati e Claudio Crescentini, esemplificato intorno a tre figure cardine, che, come scrive lo stesso Crescentini nel catalogo (che sarà presentato il prossimo 6 luglio) “diviene a sua volta metafora della figura geometrica del cerchio, il quale finisce per racchiudere in sé gli intenti e la Forma stessa del Rinascimento, quella dedotta da Vitruvio ed esplicitata da Leonardo da Vinci nel disegno che descrive graficamente L’uomo vitruviano. Anche l’uomo di Leonardo, quindi, diviene svolgimento di quella stessa circolarità, messa in scena e verificata in tre sezioni tematiche”. Sezioni che, nel dettaglio, sono: Donatello. Il Corpo e l’Espressione, in cui è specificato il carattere espressivo, emozionale, delle forme umanistiche della scultura di Donatello a Padova;
Andrea Bregno e la Scuola Romana del Quattrocento. Sono esposte, dell’artista e della sua bottega, un pregiato nucleo di opere inedito per il grande pubblico;
Michelangelo e “michelangiolismi” a Roma nel primo Cinquecento, nella quale sono presentate alcune opere del maestro, appositamente restaurate per l’occasione, provenienti da chiese sia romane sia laziali, solo recentemente riportate alla luce dopo l’attento riscontro di una documentazione storica pregnante, seppur non ancora esaustiva, pubblicata nel volume edito da Rubettino Editore.
Un'occasione, anche, per ammirare il restaurato Salone delle Battaglie, nel quale troneggia lo spettacolare Protome equina (Testa Carafa) di Donatello.