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martedì 22 giugno 2010
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Il Presidente della Camera dei deputati ci apre le porte di Palazzo Montecitorio

Intervista a Gianfranco Fini

Raffaella Ansuini

Il Palazzo di Montecitorio è simbolicamente “cresciuto” in un’area legata al potere della Roma imperiale, al mecenatismo dell’imperatore e alla celebrazione della città e del paese da parte di coloro che detenevano il potere. Sorge su una collina artificiale del Campo Marzio, simile ad altre nella città di Roma come Monte Giordano, Monte Cenci e Monte Testaccio.
L’origine del toponimo Monte Citorio è da sempre dibattuta. Ne fa menzione Carlo Fontana nel Discorso sopra il Monte Citorio del 1708. Secondo alcuni Montecitorio deriva da Mons Citatorius, per la vicinanza con gli antichi Saepta – luoghi dove i cittadini romani, riuniti in centurie, erano chiamati a votare. Lo conferma anche Malpica, nella guida di Roma del 1847. L’idea di riferire il termine “citorio” all’uso romano di indire in questo luogo le assemblee elettorali è affascinante e con ogni probabilità ciò deve aver contribuito a far ricadere su Palazzo Montecitorio, nel 1870, la scelta della sede per il Parlamento nazionale.

 

Come Presidente della Camera dei deputati può parlarci di Palazzo Montecitorio dal punto di vista artistico/culturale, quindi nell’altra sua veste ovvero quella di “attrattore culturale?”
Il fascino di Montecitorio nell'immaginario collettivo risiede prevalentemente nel suo alto valore simbolico e storico. La cultura del Palazzo in cui ha sede la Camera dei deputati non è solo l'arte, che pur si manifesta sin dall'esterno nella facciata barocca di Bernini e Fontana. La sua vocazione di "magnete culturale" si esprime soprattutto nel suo straordinario patrimonio d’identità. Cuore di questa identità è l’Aula, realizzata da Ernesto Basile negli anni ’10, e uno dei massimi luoghi della nostra democrazia. 

 

Quali criteri informano l’organizzazione di eventi a carattere artistico-culturale alla Camera dei deputati?
Oltre ad essere sede di importanti eventi culturali (come convegni, presentazione di libri e La Giornata del Libro Politico, una manifestazione unica nel suo genere giunta quest’anno alla seconda edizione), Palazzo Montecitorio ospita anche alcuni eventi espositivi. In considerazione del valore della sede, si procede ad un’accurata selezione delle iniziative, puntando su avvenimenti di elevato valore culturale ed artistico, privilegiando l’esposizione di opere mai esposte o recentemente restaurate. Vorrei ricordare, fra le manifestazioni di questa legislatura, l’esposizione per la prima volta al pubblico di alcuni capolavori della collezione Pallavicini e la mostra delle opere d’arte provenienti dal centro storico de L’Aquila, danneggiate a seguito del terremoto.

 

È presente un piano di comunicazione? Se sì, quali strumenti vengono utilizzati per far conoscere le iniziative culturali presso Palazzo Montecitorio, il complesso di Vicolo Valdina e il Palazzo del Seminario?
Gli eventi di carattere artistico-culturale organizzati dalla Camera sono pubblicizzati in primo luogo attraverso il sito Internet. Le fasi salienti delle manifestazioni sono inoltre diffuse nella web-tv e nel canale satellitare della Camera. D’intesa con il comune di Roma e l’ATAC, gli eventi sono diffusi anche attraverso i canali informativi al pubblico messi a disposizione da queste istituzioni.

 

Negli ultimi 5 anni 70.000 persone hanno visitato e conosciuto Palazzo Montecitorio attraverso la manifestazione “Montecitorio a porte aperte”. Può tracciarne un profilo? Sono previste azioni per aumentare tale cifra?
Questa manifestazione rappresenta un appuntamento con i cittadini che assume, dopo sedici anni, un carattere di tradizione consolidata e vede una crescente partecipazione popolare. Il dato complessivo di tutte le edizioni svolte fino ad oggi sfiora le 220.000 unità. Nonostante il numero dei visitatori sia già molto elevato, si stanno valutando alcune ipotesi di riorganizzazione della manifestazione, per renderla ancora più attraente e accessibile.

 

Vi sono opere d’arte, temporaneamente collocate alla Camera dei deputati, che saranno restituite a breve alle Soprintendenze proprietarie, come è stato per La via del Calvario, Ulisse e Nausicaa, Le quattro stagioni, Fiori e cacciagione e la Venere dormiente?
Queste opere sono state restituite al Museo di Capodimonte fra il 1995 e il 1999. In questi giorni è in corso la procedura per la restituzione alla Soprintendenza di Firenze di due arazzi del Seicento (Tobia rende la visita al padre di Agostino Melissi e Pietro Févère, Cacciata di Eliodoro dal tempio di Pierre Cozette e fabbrica Gobelins), nonché per la riconsegna alla Soprintendenza di Napoli di due dipinti della seconda metà dell’ottocento (Umberto I tra i colerosi di Nino Carnevali, olio su tela; Davide e Abigaille di Raffaele Spanò, olio su tela).

 

Che patrimonio vanta la biblioteca della Camera dei deputati?
La Biblioteca della Camera dispone di circa 1.300.000 volumi e offre un riferimento nazionale per gli studi sul Parlamento e, più in generale, nelle discipline giuridiche, politiche e storiche. Importanti sono la collezione delle riviste, delle fonti parlamentari e legislative straniere e i fondi che documentano la storia dello Stato unitario. La Biblioteca possiede anche un fondo di opere antiche e oltre 2000 volumi e incisioni pubblicati tra il XVI e il XIX secolo su Roma antica e moderna.

 

Si accordano permessi speciali per visite che esulino dal percorso consentito di “Montecitorio a porte aperte?”
Non sono previsti permessi speciali. Tuttavia, esistono alcune iniziative e manifestazioni particolari che si svolgono con diversi itinerari. Ad esempio, le “Giornate di formazione”, per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, prevedono la presenza degli studenti per l’intera giornata, comprendendo anche una visita ad aule di Commissioni parlamentari. Un altro esempio è costituito dalla visita al Polo bibliotecario Camera-Senato, in occasione della manifestazione “Biblioteca a porte aperte”.



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