È stato presentato a Firenze, a Palazzo Vecchio, dalla presidente Nicoletta Maraschio, l’appello firmato da tutti gli accademici della Crusca per salvare la storica istituzione. In occasione del collegio straordinario, la Crusca ha denunciato in un documento, indirizzato alle istituzioni, lo stato di precarietà economica. La presidente ha fatto il punto sulla situazione finanziaria dell’Istituto. “Abbiamo 400.000 euro di spese fisse: 200.000 sono per il personale, l’altra metà per la nostra sede. Nel 2009 dallo Stato abbiamo ricevuto 190.000 euro di contributo tabellare”. L'Accademia della Crusca è sorta a Firenze tra il 1582 e il 1583, per iniziativa di cinque letterati fiorentini, Giovan Battista Deti, Anton Francesco Grazzini, Bernardo Canigiani, Bernardo Zanchini, Bastiano de' Rossi, ai quali si aggiunse Lionardo Salviati, ideatore di un vero programma culturale e di codificazione della lingua. Fin dall'inizio, l'Accademia ha accolto studiosi ed esponenti, italiani ed esteri, di diversi campi. Grammatici e filologi, scrittori e poeti come Tassoni, Monti, Leopardi, Manzoni, Carducci, scienziati quali Galilei, Torricelli, Malpighi, storici, fra i quali Muratori e Botta, filosofi come Voltaire e Rosmini e insigni giuristi e statisti. In Italia e nel mondo l'Accademia della Crusca è uno dei principali punti di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana. Per salvare la storica istituzione, che avrebbe bisogno per il suo funzionamento di circa 1 milione di euro l’anno, la proposta è quella di una legge ad hoc perché “sia finalmente assicurata all'Accademia della Crusca”, si legge nel comunicato, “per la sua unicità di ente di tutela, promozione e valorizzazione della lingua nazionale, una dotazione ordinaria in grado di consentirle un sicuro funzionamento”. |