È stata pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso relativo al concorso bandito nel 2007 a dieci posti di soprintendente archeologo del MiBAC. La sentenza del TAR (n. 3020 del 2009) aveva accolto il ricorso d annullato tutti gli atti concorsuali, compresa la graduatoria. Fra i due gradi di giudizio il MiBAC ha nominato a Soprintendente quanti risultavano vincitori con un contratto contenente una formula recessoria. Il Consiglio di Stato con il provvedimento pubblicato in data 24 giugno ha ribaltato il risultato ritenendo valido l’iter e le modalità concorsuali. Il TAR aveva accolto, fra gli altri, il motivo per il quale il “il provvedimento di nomina della Commissione esaminatrice è illegittimo a causa della nomina in essa di due componenti in qualità di ‘esperti’ dirigenti di seconda fascia, in violazione del comma 3 dell’art. 4 del d.P.R. n. 272 del 2004, con il conseguente vizio di tutte le operazioni compiute dalla commissione esaminatrice stante la sua natura di collegio perfetto”. Il Consiglio ha invece ritenuto che “nell’ulteriore approfondimento dell’interpretazione del comma 3 dell’art. 4 del d.P.R. n. 272 del 2004 anche rispetto a precedenti pronunce giurisprudenziali in materia, che la norma non precluda la nomina di dirigenti di seconda fascia nelle commissioni esaminatrici in qualità di esperti se è comprovata la loro qualificazione nella materie oggetto del concorso”. Altra motivazione accolta dal TAR verteva sulla “riconoscibilità” degli elaborati scritti, in considerazione della presenza in commissione di Soprintendenti e, fra i concorrenti, di loro funzionari, il Consiglio ha affermato il principio secondo il quale “l'eventuale, astratta riconoscibilità dei candidati non può costituire ex se causa di invalidazione di una procedura concorsuale, allorché... non risulti in alcun modo dimostrato che tale evenienza abbia dato luogo ad inconvenienti di sorta, incidendo negativamente sui risultati della selezione effettuata”. Vista la situazione, già più volte sottolineata, di carenza di dirigenti nel MiBAC e di Soprintendenze “scoperte” una sentenza di conferma del giudizio del TAR, da parte del Consiglio di Stato, avrebbe reso drammatica la situazione organizzativa del Ministero. La vicenda, infatti, riguardava 15 degli attuali Soprintendenti su 19 sedi di Soprintendenze per i Beni Archeologici. |