A Coseano (Ud), in località Coseanetto, la campagna di scavo che si sta concludendo a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione dell’amministrazione comunale, ha consentito la scoperta di 23 sepolture d’epoca romana che documentano l’uso della cremazione e dell’inumazione. L’eccezionale contesto funerario rurale, noto già dal 2005, si configura come una delle aree funerarie più estese del retroterra aquileiese. L’area funeraria sembra, secondo gli archeologi, da mettere in relazione con un insediamento collocato in prossimità, databile tra il I e il IV secolo d.C. Le 23 sepolture sono relative a un sepolcreto caratterizzato da tombe di ceto elevato, come testimoniato dai manufatti rinvenuti in ceramica e vetro. Il sepolcreto si presenta con rituale misto di inumazione e incinerazione. Nel settore centro settentrionale sono state rinvenute attestazioni relative al rito della cremazione. Le 19 tombe che contengono resti di incinerati si trovano deposti in fosse in piena terra, di forma rettangolare, e sono databili entro la prima metà del II secolo d.C. Le tombe a inumazione sono databili a partire dal II-III secolo d.C. Gli scheletri sono in corso di studio presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Udine. Il rinvenimento della necropoli rurale si inserisce all’interno di un’area segnata da 32 siti archeologici che testimoniano un popolamento diffuso durante tutto il periodo romano. |