La missione, che partirà con una fase ricognitiva a settembre, sarà guidata dall'assiriologo Franco D'Agostino, dell’Università romana “La Sapienza”, e dal soprintendente archeologo della regione di Dhi Qar, Abdulamir Al Hamdani. Gli scavi inizieranno nella primavera 2011 e, sul campo, verranno formati giovani archeologi, epigrafisti e topografi iracheni e italiani. Gli scavi riguarderanno l'area a sud-ovest della città di Nassiriya, nella regione dove si era sviluppata la cultura sumerica nel corso del III millennio a.C. Un’area di grande interesse archeologico infatti, presso la città di Nassiriya, sorge anche l'area archeologica di Ur, una delle più importanti della Mesopotamia. All’interno della necropoli reale della città di Ur, che risale al IV millennio a.C., furono scoperti, negli anni Venti del Novecento, i manufatti più importanti dell'antichità mesopotamica. L'Italia è l'unico Paese ad essere stato autorizzato, dall'epoca della Prima Guerra del Golfo, a partecipare a una missione congiunta nel sud della nuova Repubblica irachena. Il ministero della Cultura e la Soprintendenza della Repubblica dell'Iraq, precisano da La Sapienza, hanno accordato il permesso di nuovi scavi nell'area di Abu Tubairah, un sito di grande interesse che si data dal periodo Jemdet Nasr (2900 a.C.) sino all'epoca Paleo-Babilonese (ca. 1750 a.C.). Il permesso di scavo giunge al termine di una serie di attività scientifico-culturali e didattiche per l'aggiornamento linguistico e filologico delle lingue della Mesopotamia antica (sumerico e assiro-babilonese) che hanno vista impegnata la facoltà di Studi orientali nell'area di Nassiriya, grazie a fondi del Ministero degli Affari esteri e dell’Università. |