“Il tatuaggio è progetto e responsabilità”: l’intervista ad Azzurra Manese

di Valeria Fossatelli

Il tatuaggio cambia linguaggio: boom di richieste per stili “emozionali” e personalizzati

Italia – Non è solo una questione estetica: il tatuaggio sta cambiando funzione. Sempre più persone scelgono di incidere sulla pelle storie personali, legami familiari, simboli intimi. Una tendenza che sta ridefinendo il mercato e le competenze richieste agli artisti.

Tra i professionisti che meglio interpretano questo passaggio si distingue Azzurra Manese, il cui lavoro si muove in una direzione opposta rispetto alle estetiche più dure o aggressive.

Dal dark al “cute”: un cambio di sensibilità

Negli ultimi anni, una parte del pubblico si è progressivamente allontanata da immaginari dark per orientarsi verso uno stile più leggero e narrativo.
Manese si colloca esattamente in questo spazio, sviluppando un linguaggio fatto di cartoon, elementi simbolici e riferimenti familiari.

Non si tratta di una semplificazione, ma di una scelta consapevole:
raccontare emozioni attraverso un’estetica accessibile ma tecnicamente rigorosa.

Tecnica invisibile, risultato immediato

Dietro la semplicità apparente dei suoi lavori si nasconde una costruzione tecnica complessa.
Il controllo del tratto nel fine line, la gestione del colore nel watercolor e la sintesi visiva del cartoon richiedono competenze trasversali difficili da combinare.

È proprio questa capacità di tenere insieme linguaggi diversi che rende il suo lavoro sempre più richiesto, sia in studio sia nelle collaborazioni come guest artist.

Un mercato che premia la personalizzazione

Il successo di questo approccio riflette una trasformazione più ampia: il tatuaggio non è più un prodotto standard, ma un progetto su misura.
E chi è in grado di offrire questa dimensione progettuale, oggi, si colloca in una posizione sempre più centrale.

“Il tatuaggio è progetto e responsabilità”: la visione di Azzurra Manese

In un settore in evoluzione, la prospettiva degli artisti aiuta a leggere il cambiamento. Azzurra Manese racconta il suo approccio tra tecnica, trasformazione e formazione.

 

Il tuo lavoro viene spesso associato al fine line. È una definizione corretta?
«Solo in parte. Il fine line è uno degli strumenti che utilizzo, ma il mio lavoro si sviluppa soprattutto tra watercolor, cartoon e cover up.»

Il tema della trasformazione è centrale nei tuoi lavori.
«Sì, soprattutto nei cover up. Non si tratta di coprire un tatuaggio, ma di ripensarlo completamente. È una delle sfide più complesse.»

Hai scelto una presenza limitata nelle convention.
«È una scelta consapevole. Preferisco concentrarmi sulla qualità del lavoro. I risultati arrivano comunque.»

Oggi sei anche impegnata nella formazione.
«È una parte importante del mio percorso. Trasmettere competenze significa contribuire alla crescita del settore.»

Il progetto con Ivano Natale?
«È un’opportunità importante, anche per la dimensione internazionale.»

Come vedi il futuro del tatuaggio?
«Sempre più orientato alla qualità e alla consapevolezza. Il tatuaggio è un processo, non solo un risultato.»