Il Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo di Marco Manzo approda al MoMA di New York: un nuovo passo verso il riconoscimento istituzionale

Valeria Fossatelli

di Valeria Fossatelli

Il Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo di Marco Manzo approda al MoMA di New York: un nuovo passo verso il riconoscimento istituzionale

Il Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo presentato al MoMA di New York

Il Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo dell’artista italiano Marco Manzo è stato presentato al Museum of Modern Art (MoMA) di New York, segnando un nuovo traguardo nel percorso di riconoscimento del tatuaggio come autentico linguaggio dell’arte contemporanea.

La presentazione è avvenuta il 19 giugno, nell’ambito dell’evento dedicato all’Atlante dell’Arte Contemporanea, la prestigiosa pubblicazione di Giunti considerata un punto di riferimento per studiosi, curatori, collezionisti e professionisti del settore.

Marco Manzo protagonista con il Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo

Nel corso dell’iniziativa è stato dedicato un approfondimento alla ricerca artistica di Marco Manzo, artista visivo, tatuatore, scultore e designer riconosciuto a livello internazionale.

Da anni Manzo promuove il tatuaggio come forma espressiva capace di dialogare con i linguaggi dell’arte contemporanea, contribuendo ad alimentare il dibattito culturale sul suo riconoscimento istituzionale.

La presentazione del Manifesto del Tatuaggio Artistico Contemporaneo rappresenta un passaggio fondamentale di questo percorso. Il documento non racconta soltanto l’esperienza personale dell’artista, ma propone una riflessione sul futuro del tatuaggio artistico, sul suo valore culturale e sulla sua piena collocazione nel panorama dell’arte internazionale.

Giunti pubblica un estratto del Manifesto

In occasione dell’appuntamento newyorkese, Giunti Editore ha pubblicato un primo estratto del Manifesto, anticipandone i contenuti. Il testo integrale è stato presentato ufficialmente durante l’evento, dove Marco Manzo ha illustrato principi, obiettivi e prospettive del documento davanti a studiosi, critici e operatori del mondo dell’arte.

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, che ha concesso il proprio sostegno istituzionale e il logo ufficiale al Manifesto, riconoscendone il valore culturale e la rilevanza internazionale.

Al termine della presentazione il Manifesto è stato ufficialmente firmato a New York, sancendo l’avvio di un progetto destinato a coinvolgere artisti, istituzioni e studiosi.

Un metodo codificato per il riconoscimento del tatuaggio nell’arte contemporanea

Secondo Marco Manzo, il Manifesto rappresenta un metodo codificato destinato a colmare un vuoto storico nel sistema dell’arte contemporanea.

L’artista sostiene infatti che il lungo dibattito culturale sulla legittimazione del tatuaggio come rappresentazione artistica possa oggi considerarsi sostanzialmente concluso. In questo processo l’Italia ha assunto un ruolo centrale, partendo dai musei d’arte contemporanea e dalle loro collezioni, passando attraverso grandi esposizioni internazionali come la Biennale di Venezia Arte e Architettura, fino a coinvolgere anche importanti istituzioni ecclesiastiche.

Questo percorso di legittimazione ha trovato ulteriore conferma anche negli Stati Uniti, grazie all’attenzione ricevuta da importanti istituzioni culturali come il Metropolitan Museum of Art di New York, dal MoMA e da Art Basel Miami, considerata la più importante fiera-mercato d’arte contemporanea al mondo.

Per Manzo, Italia e Stati Uniti rappresentano oggi i due Paesi che hanno contribuito maggiormente a consolidare questo percorso di riconoscimento.

Il Manifesto conclude il percorso di legittimazione del tatuaggio artistico

Secondo la visione proposta da Marco Manzo, il Manifesto rappresenta l’ultimo passaggio necessario per collocare il tatuaggio sullo stesso piano delle altre espressioni artistiche, garantendogli pari dignità sotto il profilo della conservazione, della tutela, del collezionismo e della storicizzazione.

L’obiettivo non è modificare la natura del tatuaggio, ma applicare un principio già adottato negli ultimi decenni per le arti performative. Così come performance e installazioni vengono oggi documentate, certificate, archiviate e collezionate attraverso la loro documentazione ufficiale, anche il tatuaggio può acquisire le medesime caratteristiche.

In questa prospettiva il tatuaggio diventa un’opera documentabile, certificabile, storicizzabile e collezionabile, entrando a far parte del patrimonio artistico contemporaneo senza perdere la propria identità.

Nasce il primo catalogo ragionato e archivio legale del tatuaggio artistico

Uno degli aspetti più innovativi del Manifesto riguarda la nascita del primo catalogo ragionato accompagnato da un archivio legale, uno strumento destinato a tutelare sia gli artisti sia il collezionismo.

Questo sistema consentirà la documentazione certificata delle opere tatuate, offrendo ai musei, ai collezionisti e agli studiosi uno standard condiviso per la conservazione e la catalogazione.

Oggi molti tatuatori documentano i propri lavori pubblicandoli sui social network o sui siti personali. Il metodo proposto dal Manifesto aggiunge invece una dimensione archivistica e giuridica che può offrire nuove opportunità agli artisti che sviluppano una ricerca autenticamente contemporanea.

Marco Manzo: “Ho tracciato una strada che ora può essere percorsa”

Marco Manzo sottolinea come il proprio percorso abbia raggiunto risultati che fino a pochi anni fa sarebbero stati impensabili.

L’obiettivo, precisa l’artista, non è semplicemente quello di valorizzare maggiormente le persone tatuate, ma di condividere un traguardo destinato a diventare patrimonio comune dell’intero settore.

Secondo Manzo, il Manifesto rappresenta infatti una conquista collettiva e mette a disposizione un metodo che potrà essere seguito da tutti gli artisti interessati a sviluppare il tatuaggio come linguaggio dell’arte contemporanea.

L’artista conclude affermando di aver tracciato una strada che, grazie a questo nuovo metodo, potrà essere percorsa da molti altri, contribuendo all’ingresso ufficiale e istituzionale del tatuaggio nel sistema dell’arte contemporanea.